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Eolico: il vento in Sicilia è girato. Diminuiti gli impianti autorizzati
di Antonio Casa

Ultimi dati diffusi dal dipartimento regionale dell’Energia: l’85% dei visti riguarda il fotovoltaico, il 6% le pale. Cambiamenti lenti, la produzione da rinnovabili è appannaggio degli aerogeneratori

Tags: Fotovoltaico, Eolico, Energia, Rinnovabili, Giosuè Marino



PALERMO - Il vento sta lentamente sfumando. La Sicilia dell’eolico promossa durante l’ultimo governo di Totò Cuffaro sta lasciando il posto alle altre rinnovabili. Sarebbe, infatti, uno spreco lasciare il futuro verde dell’isola incastrato tra le pale eoliche, che tra l’altro hanno dimostrato  non poche intrusioni speculative, senza valorizzare il patrimonio solare, le biomasse e quell’illustre sconosciuta della geotermica. Gli ultimi dati sulle concessioni per impianti, aggiornati al giugno 2011, confezionano un quadro sempre sbilanciato a favore dell’eolico, che mediamente conviene sulla base del rapporto costo-produzione, ma segnano anche un arrivo in grande stile del fotovoltaico. Sul resto c’è ancora da lavorare parecchio.

Gli ultimi dati complessivi sulla distribuzione della produzione rinnovabile siciliana, pari a poco più del 10% del totale della produzione complessiva, continuano a piazzare l’eolico in vetta alle fonti energetiche buone. Eppure qualcosa sta cambiando. Gli ultimi dati diffusi dal dipartimento Energia della Regione dicono che l’85,1% degli impianti autorizzati ex art. 12 – d. lgs. 387/03 appartiene al fotovoltaico. A seguire eolico (6,2%), biomasse (5,5%), cavidotti (1,5%), cogenerazione (0,7%), biogas (0,5%), termodinamico (0,2%) e ibridi (0,2%). Il dato cambia prendendo invece in considerazione la distribuzione percentuale per fonte della potenza autorizzata. In questo caso a dominare è l’eolico con il 52,9% del totale.
 
Buona comunque la performance del fotovoltaico con il 36,8%, seguito dalle biomasse (9%), e poi con porzioni più limitate dalla cogenerazione (0,7%), il solare termo dinamico (0,3%), il biogas (0,2%) e gli ibridi (0,1%). Un tentativo di equilibrio che sarebbe uno spreco non tentare visto che l’Isola può vantare la maggiore irradiazione solare tra le regioni italiane. I cambiamenti, però, sono lenti a manifestarsi completamente, così la Sicilia resta ancora un’Isola del vento, visto che eolo si prende, con 1444 Gwh di produzione su 1695 Gwh di produzione lorda totale, l’85,2% della produzione verde complessiva.

Così l’Isola resta la terra “eolica” per eccellenza con 1.449 Mw di potenza installata e 1.245 aerogeneratori, seguita da Puglia (1.291 Mw), Campania (915 Mw), Calabria (770 Mw), Sardegna (673 Mw), Molise (372 Mw), Basilicata (279 Mw) e Abruzzo (225 Mw). Tanto vento non ha pari risultati sul fronte occupazionale dove, secondo l’Anev (associazione nazionale che riunisce la stragrande maggioranza di addetti e operatori del vento) domina la Puglia, con 6.290 addetti, di cui 1.625 diretti e 4.665 indiretti. Seguono Campania (4.349), Sicilia (3.795), Sardegna (2.398), Calabria (2.324), Basilicata (1.854), Molise (1.447) e Abruzzo (1.380).

Sul fronte del fotovoltaico, secondo gli ultimi dati, ci sono in Sicilia 8.789 gli impianti connessi in rete. Un risultato che è pari a 162.469 di potenza in kw e che si traduce in una produzione di 233.303.082 kWh/anno e in un risparmio di 149.781 tco2/anno.
Esistono anche altri settori su cui puntare nell’Isola come le biomasse e il tesoro nascosto del geotermico, finora mai sfruttato.

Articolo pubblicato il 12 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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