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Incendi, nuove regole per la prevenzione
di Rosario Battiato

Durante un convegno promosso dalla Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri si è discusso sul Dpr 151 dell’1 agosto 2011. L’importante decreto non interessa solo i professionisti dell’edilizia ma tutta la comunità pubblica

Tags: Maurizio Lucia, Vigili Del Fuoco, Aldo Abate, Edilizia



CATANIA – Non c’è solo l’acqua a preoccupare il territorio isolano. Anche il fuoco, che impazza nella stagione estiva, contribuisce in maniera determinante alle emergenze siciliane. Stavolta la Regione vuole pensarci in tempo, nonostante abbia un servizio antincendio tra i migliori d’Italia, e così è entrato in vigore un importante decreto che interessa i professionisti dell’edilizia ma anche tutta la comunità pubblica: il nuovo regolamento di prevenzione incendi. Si tratta del Dpr 151 dell’1 agosto 2011 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 settembre e operativo dal 7 ottobre. Se ne è discusso durante un convegno catanese, organizzato dalla Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri, nella scorsa settimana.

Alcune delle novità del decreto sono state illustrate da Maurizio Lucia, neo comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Catania. Tra le nuove pratiche, priorità va innanzitutto assegnata alla Segnalazione certificata di inizio attività (Scia). “Fino ad oggi – ha spiegato Aldo Abate, segretario dell’Ordine degli ingegneri, promotore del seminario – per avviare un’attività in locali a norma con le regole antincendio, bisognava attendere il consenso dei Vigili del fuoco, anche con tempi molto lunghi. Il nuovo decreto invece, concepito per semplificare e informatizzare le procedure, consente di iniziare da subito l’attività poiché sono il professionista e il committente a garantire la validità del progetto secondo le norme antincendio. Se così non fosse si incorrerebbe in sanzioni penali. I tempi si accorciano ma le responsabilità di certo aumentano”.

Tra le altre novità si prevede inoltre la distinzione delle attività sottoposte ai controlli di prevenzione in tre categorie, per ciascuna delle quali è prevista una disciplina differente in relazione ai rischi, alle dimensioni e al grado di complessità. Proprio in quest’ottica “la Fondazione dell’Ordine – ha dichiarato il suo presidente Santi Maria Cascone – ha programmato un corso didattico di oltre 120 ore con la docenza di esperti aggiornati, ponendo l’attenzione sulle più indicate misure di prevenzione, sulla tecnologia dei sistemi, e su quelle tematiche che consentano ai nostri ingegneri di conoscere il quadro completo delle procedure”.

La Sicilia si mantiene, da diversi anni a questa parte, come la Regione più colpita dagli incendi. L’ottimo servizio compiuto dal corpo forestale non può servire, perché deve essere necessaria anche un’adeguata opera di prevenzione, anche per utilizzare adeguatamente gli oltre 25 mila operai forestali presenti sul suolo regionale, un vero e proprio record tra le regioni italiane. Nel 2010 la mappa dei roghi, secondo i dati del Corpo forestale dello Stato, identifica la Sicilia come la regione che ha registrato il maggior numero di incendi (1.159). In Sicilia si è avuta la più estesa superficie boscata percorsa dal fuoco (7.242 ettari). Seguono il Lazio (2.460), la Calabria (2.439), la Puglia (2.066), la Sardegna (1.934) e la Campania (1.800). Quest’anno la situazione, che era rimasta meno esagerata fino alla metà di agosto, ha avuto un picco di fenomeni nell’ultimo scorcio d’estate. Una strana accelerazione, soprattutto se si pensa che circa il 90 per cento degli incendi resta di origine dolosa.

Articolo pubblicato il 15 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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