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Quotidiano di Sicilia

Catania - Più efficienza per il servizio idrico
di Antonio Borzì

Fondamentale intervenire sulla rete colabrodo: previsto un impegno da 700 milioni di euro. Questo l’obiettivo del presidente dell’Ato e della Provincia, Giuseppe Castiglione

Tags: Catania, Servizio Idrico, Giuseppe Castiglione, Ato Idrico



CATANIA - La gestione delle risorse idriche, anche guardando all’Europa, diventa una delle tematiche fondamentali in vista dei prossimi anni e un passo fondamentale per consentire il passaggio dell’Ato idrico catanese verso una società pubblica di gestione idrica è stato sicuramente la stesura del Piano d’azione. Un documento che è stato approvato dall’Assemblea dei sindaci della provincia, presieduta dal presidente Giuseppe Castiglione, consentendo di porre le basi per una serie di verifiche sul territorio per aggiornare tutti i dati e compiere le giuste scelte future. Si è provveduto anche alla realizzazione del Piano operativo triennale (Pot) che prevede un impegno di oltre 700 milioni di euro per opere da compiere in tutta la provincia etnea.
 
Gran parte degli interventi saranno ovviamente indirizzati nel campo fognario e depurativo, in linea con quanto indicato dall’Unione europea che ha avviato in questo senso una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Il tutto senza dimenticare i deficit che riguardano la rete idrica siciliana, con le condutture che perdono gran parte dell’acqua lungo il loro percorso.
Soddisfatto dei risultati ottenuti è stato il presidente dell’Ato e della Provincia di Catania, Castiglione: “Si tratta -ha affermato - di un momento molto importante per la nostra provincia e per il territorio siciliano perché beneficiare di un servizio idrico integrato di qualità è sinonimo di sviluppo e crescita economica per le comunità che verranno servite e testimonianza di grande rispetto nei confronti dell’ambiente e delle generazioni future”.

Il percorso deve procedere speditamente, visto che il decreto Milleproroghe ha posticipato al gennaio 2012 la soppressione, di anno in anno annunciata ma mai avvenuta, degli Ato idrici. In primo luogo è quindi necessario intervenire con tutte quelle operazioni di modifica e ottimizzazione nella gestione delle risorse naturali. Successivamente, sarà utile proseguire fortemente sull’avvio di un gestore unitario del servizio idrico in grado di garantire in modo più efficiente le risorse impiegate da tutti i comuni partecipanti all’Ente.

Bisogna ricordare che proprio sul campo della gestione delle risorse finanziarie non poche polemiche si sono susseguite attorno agli Ato idrici. Polemiche che hanno riguardato i compensi dei vari dirigenti, che hanno percepito nel corso degli anni non poche indennità con una spesa di circa 100 mila euro per il cda e diverse migliaia di euro spese in consulenze legali e non.
È dunque arrivato il momento di cambiare, sia dal punto di vista pratico che da quello finanziario. Non resta che attendere i frutti di queste operazioni che si stanno compiendo in seno all’Ato idrico catanese, che sta andando sempre più verso un gestione pubblica “in house”.

Articolo pubblicato il 16 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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