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Quotidiano di Sicilia

Bureaucrazy da abbattere per lo sviluppo delle imprese
di Giovanna Naccari

La “burocrazia folle” come la definisce l’economista Tito Boeri a Palermo per le Giornate dell’Economia. Tra le proposte: l’immigrazione di qualità favorendo gli studenti stranieri

Tags: Burocrazia, Economia, Sviluppo, Tito Boeri



PALERMO - L’Italia potrebbe puntare su iniziative utili alla crescita, senza incidere sulle casse dello Stato. Interventi sulle pensioni, sul lavoro, sull’immigrazione, per citarne alcuni. Gli economisti Tito Boeri, direttore scientifico della Fondazione Debenedetti, e Pietro Garibaldi, università di Torino, hanno individuato dieci proposte che hanno descritto nel libro “Le riforme a costo zero”, edito da Chiarelettere. Il saggio è stato presentato a Palermo, a Palazzo Comitini, sede della Provincia, in occasione della quarta edizione delle Giornate dell’economia del Mezzogiorno organizzate dalla Fondazione Curella e dal Diste consulting.

“Queste proposte - ha detto Boeri - partono da una realtà di grande ritardo in fatto di crescita in cui si trova l’Italia rispetto a Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna. Dal 1995, infatti, l’Italia ha perso 23 punti percentuali del Pil rispetto ai quattro grandi Paesi europei, senza tuttavia subire grossi choc finanziari, politici o di altro genere come è accaduto negli altri territori. Questo ci porta a considerare che in Italia gli ostacoli sono di natura strutturale e ormai lo diciamo da anni. Fatta questa premessa, abbiamo individuato alcune riforme utili a superare gli ostacoli e ad assicurare una crescita senza impiegare denaro, visto l’enorme debito pubblico del nostro Paese. Perché, contrariamente a quanto sostengono i politici, ci sono riforme che non hanno bisogno di risorse pubbliche”.

Il decalogo delle “dieci proposte per tornare a crescere” parte dall’immigrazione di qualità, ovvero da una nuova visione progettuale che dovrebbe avere lo Stato nei confronti degli studenti stranieri. Cittadini che per soggiornare in Italia spesso fanno i conti con i ritardi e le lungaggini burocratiche che non facilitano scambi di know-how utili alla crescita del nostro Paese. “Qualcuno chiama la macchina amministrativa bureaucrazy, burocrazia matta”, ha affermato Boeri.

Alcune idee riguardano il capitale umano: l’apprendistato universitario con la collaborazione delle Facoltà più piccole per avvicinare i giovani al lavoro; i sussidi per l’impiego a favore delle famiglie che “potrebbero facilitare la ricerca di occupazione, soprattutto da parte delle donne e quindi la presenza di un reddito”.

Le altre proposte si collocano tra il lavoro, l’amministrazione e la “casta”. Gli autori immaginano un salario legato alla produttività, l’introduzione del metodo contributivo per le pensioni, la riforma della macchina dello Stato con “premi alle amministrazioni efficienti e non ai singoli”, la trasparenza e la maggiore libertà degli ordini professionali per favorire le giovani leve, l’accesso al credito più semplice per le imprese che vogliono crescere, la riduzione dei politici a tutti i livelli legata ad una scelta di qualità. Infine, gli autori propongono la costruzione di “un partito per la crescita” con il coinvolgimento dei pensionati e con l’apertura del voto ai sedicenni per responsabilizzare maggiormente l’elettorato sul futuro del Paese.

Articolo pubblicato il 17 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra: Busetta e Boeri (gi.na.)
Da sinistra: Busetta e Boeri (gi.na.)