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Palermo - Il punteruolo è arrivato pure all’Orto botanico
di Luca Mangogna

L’amministrazione segnala che molti cittadini non abbattono le piante infette, e il coleottero prolifera. Colpite alcune specie pregiate. L’assessore Grisafi: “Non ci sono contromisure”

Tags: Palermo, Orto Botanico, Punteruolo Rosso



PALERMO – Continua inarrestabile e imperterrita la piaga del punteruolo rosso in città. Non bastasse al famigerato coleottero l’aver sterminato nel capoluogo siculo la quasi totalità degli esemplari del tipo più comune di palma, la canariense, adesso ha cominciato ad attaccare anche i rari esemplari esotici da collezione presenti all’Orto botanico. Sono state colpite infatti specie rare come la Brahea edulis, detta la palma di Guadalupa, la Pritchardia delle Hawai, la Sabal (che troviamo in città anche in Villa Garibaldi) e la Butia (che possiamo riconoscere pure a Mondello e in piazza Alcide De Gasperi).

Il risultato sconfortante è quello di veder cadere a pezzi una delle collezioni più prestigiose di palme presenti in tutto il Mediterraneo. L’amministrazione comunale stessa ammette con sconforto di poter fare poco o nulla per arrestare il flagello. “Contromisure purtroppo non ce ne sono – spiega Francesca Grisafi, assessore comunale al Verde pubblico - perché non c’è nessun decreto legislativo che permette l’utilizzo di prodotti chimici, e per questo problema i prodotti biologici non sono efficaci. L’unica cosa da fare in questo momento è abbattere tempestivamente tutte quelle palme che sono infestate. Infatti nel momento in cui la palma è infestata bisogna abbatterla subito per evitare la disseminazione dell’infestazione”.

Un altro grave problema è dato dal fatto che molti privati non attuano nemmeno questa misura, causando il propagarsi dell’incurabile male procurato dal parassita. “L’amministrazione comunale ha adottato questa misura – afferma la Grisafi - mentre i privati non fanno nulla. A giorni però dovrebbe uscire un decreto regionale con il quale si dà ai privati un incentivo, un finanziamento speciale, per far sì che si tolgano queste palme infestate che si trovano nei loro giardini”.

L’abbattimento degli esemplari colpiti pare dunque essere l’unica amara soluzione al problema. “Purtroppo – conferma l’assessore - non ci sono altre strategie da mettere in atto perché non ci sono rimedi. Mi auguro che le palme colpite all’Orto botanico siano dei casi sporadici perché altrimenti ci troveremmo costretti a cancellare del tutto le palme dalla collezione”. La Grisafi infine ricorda che “Le palme infatti in questo momento non possono essere piantate nella nostra città, in virtù di questo flagello che è il punteruolo rosso".
 


La collezione. In quel giardino ci sono 80 generi diversi
 
PALERMO -  Il punteruolo rosso continua dunque a mietere vittime e dopo aver sterminato quasi interamente le palme di tipo più comune ha cominciato ad attaccare i rari esemplari presenti all’Orto botanico di Palermo, il cui palmeto risulta essere uno dei più completi di tutta l’area del Mediterraneo. Dal tipo più comune di palma, la nana, alla Trachycarpus, un raro tipo di palma asiatica, la collezione dell’Orto dispone, tra esemplari in piena terra e quelli in vaso, di circa 80 generi per 34 specie diverse. Fra le palme più caratteristiche va senz’altro menzionato la Butia, una specie che, grazie al tipo di foglie con apici ricurvi è indicata nel percorso per i non vedenti. Propria la Butia è uno degli esemplari attaccati dal famelico punteruolo rosso, come il Sabal, di provenienza tropicale, e la Pritchardia, che in inverno assume la caratteristica di germogliare con foglie di colorazione verde bianco. Amaro dover constatare che questi esemplari scompariranno presto dall’Orto botanico.

Articolo pubblicato il 22 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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