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Confidi: meno consorzi ma cresce il volume delle garanzie
di Liliana Rosano

Dal Rapporto Banca d’Italia sulle economie regionali emerge che in media ciascun consorzio rilascia garanzie per circa 40 mln euro. 1,2 miliardi € i prestiti concessi alle imprese siciliane garantite di cui 700 mln a quelle dei servizi

Tags: Confidi, Banca D'italia



Palermo – In Sicilia la maggior parte delle imprese di piccole dimensioni non è garantita dai Confidi. Il dato emerge dall’ultimo Rapporto della Banca d’Italia sulle economie regionali. Alla fine del 2010, il totale dei prestiti per le imprese garantite dai Confidi ammontava a un miliardo e 211 milioni, mentre le imprese non garantite da Confidi sommavano un totale di prestiti pari a 4 miliardi e 966 milioni di euro. 

Dal Rapporto in questione si rilevano anche quali sono i settori dove operano maggiormente i prestiti garantiti dai Confidi. In Sicilia è il settore dei servizi quello con più copertura dei Confidi (742 milioni), mentre l’agricoltura, l’industria e le costruzioni registrano numeri inferiori. Nel primo caso si parla di 126 milioni di prestiti chiesti ai Confidi, 213 milioni per l’industria e 129 milioni per le costruzioni. Resta alto il numero delle imprese di piccole dimensioni che non sono coperte dai Confidi. Nello specifico, nel settore dell’agricoltura arriviamo a 887 milioni, 603 milioni nell’industria, 651 milioni nelle costruzioni, infine 2 miliardi 773 milioni nel settore dei servizi.

A livello nazionale, alla fine del 2010 erano iscritti negli elenchi tenuti dalla Banca d’Italia 676 Confidi, di questi 550 risultano presenti in Centrale dei rischi (CR). Secondo le informazioni tratte dalla CR, alla stessa data il valore delle garanzie rilasciate era pari a 25,2 miliardi di euro, in aumento del 17 per cento rispetto all’anno precedente. L’espansione è stata molto contenuta per i confidi del Nord Est (0,3 per cento), a fronte di una crescita intensa per quelli con sede nelle regioni centrali (27,3 per cento). Dei 676 Confidi operanti in Italia, 43 risultavano iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del Testo unico bancario (Tub) e assoggettati alla vigilanza della Banca d’Italia; si tratta di Confidi che registrano un’operatività superiore a una certa soglia e soddisfano alcuni ulteriori requisiti. Questi Confidi concedevano alla fine del 2010 oltre il 60 per cento del volume complessivo di garanzie; tale quota raggiungeva il 73 per cento per quelli insediati al Centro. L’ammontare delle garanzie mediamente concesse da questi consorzi era pari a 356 milioni.

Nel complesso, si è registrata nel 2010 una riduzione del numero dei consorzi (del 9 per cento circa rispetto a dicembre del 2009) e un aumento dei volumi operativi, con un conseguente incremento delle garanzie rilasciate in media da ciascun consorzio (da 36,0 a 45,8 milioni). La tendenza è stata lievemente più marcata nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno. Si è anche espanso l’ambito territoriale in cui ciascun consorzio è attivo (da 8,4 a 9,7 province, in media).

Nel 2010 sono cresciute più rapidamente le garanzie rilasciate in favore di imprese agricole, edili e dei servizi (del 24,5, 20,1 e 18,3 per cento, rispettivamente) a fronte di una crescita del 14,3 per cento per le imprese industriali. Nel complesso, sono cresciute meno della media le garanzie rilasciate alle imprese di minori dimensioni (11,4 per cento). In una congiuntura economica e creditizia sfavorevole, anche i debitori di dimensioni medie e grandi, che in precedenza ricorrevano con minore frequenza ai Confidi, sembrerebbero aver fatto ricorso alla garanzia mutualistica e contribuito ad accrescere il volume d’attività dei Confidi.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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