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Quotidiano di Sicilia

Burocrazia regionale risparmi limitati
di Pierangelo Bonanno

La Corte dei Conti Sicilia ha esaminato punto per punto la riorganizzazione dell’amministrazione regionale nel ddl 801/11. Due dipartimenti in meno e non più di quattro Uffici speciali: riduzione di spesa non rilevante

Tags: Corte Dei Conti, Regione Siciliana, Burocrazia



PALERMO - La relazione presentata dalla presidente della Corte dei Conti per la Regione siciliana, Rita Arrigoni, affronta con la necessaria attenzione le disposizioni contenute nel disegno di legge di stabilità regionale (ddl n.801/2011), che ha come oggetto lo scottante tema della riduzione della spesa dedicata alla burocrazia regionale. Anche nel caso della legge di stabilità la Corte manifesta seri dubbi sulle previsioni che descrivono una sostanziale  riduzione delle uscite, basta leggere le note della relazione sull’aart. 19 del disegno di legge di stabilità, che  “prevede la soppressione di due Dipartimenti regionali: l’Agenzia regionale per l’impiego e per la formazione professionale e il Dipartimento Azienda Foreste demaniali con il conseguente passaggio delle competenze già svolte dall’Agenzia al Dipartimento Lavoro (incardinato all’interno dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro) e il trasferimento delle funzioni del Dipartimento Azienda Foreste demaniali al Corpo forestale regionale (inserito nell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente).

La disposizione menzionata, nel comportare la riduzione da ventotto a ventisei del numero complessivo dei Dipartimenti (previsto dalla legge regionale di riorganizzazione n. 19/2008), determinerebbe una minore spesa annua quantificata in 176.000,00 euro. Al riguardo, si evidenzia che non sono ipotizzabili risparmi sulla spesa in atto sostenuta per il personale delle due strutture in parola. Difatti, le risorse umane impiegate rispettivamente presso l’Agenzia regionale per l’impiego e il Dipartimento Azienda Foreste demaniali saranno ricollocate all’interno dell’Amministrazione regionale.

Anche agli attuali dirigenti apicali dei due Dipartimenti da sopprimere, in forza delle disposizioni del CCRL per la dirigenza, andranno conferite analoghe posizioni di vertice, tanto più che i dirigenti generali incaricati della funzione di Capo Dipartimento sono numericamente inferiori rispetto alle posizioni conferibili, ultimamente coperte con diversi incarichi ad interim. Da ciò consegue che le minori spese quantificate parrebbero essere unicamente riferibili al mancato rinnovo degli incarichi di consulenza in essere presso le suddette strutture”.

La relazione manifesta il necessario sostegno ad iniziative presenti nel d.d.l n.801, pienamente condivise dai magistrati contabili, come per l’art. 29, nella parte in cui “dispone che gli Uffici speciali della Regione siciliana non possano essere superiori a quattro e pertanto, a seguito dell’entra in vigore della legge di stabilità, si dovrà procedere alla soppressione degli Uffici speciali in esubero, dal momento che in atto operano presso la Regione siciliana otto strutture speciali. Tale disposizione risponde concretamente ai ripetuti moniti della Corte rivolti alla Regione in occasione degli ultimi giudizi di parificazione, essendosi spesso riscontrate duplicazioni di compiti già svolti dai Dipartimenti e la creazione di nuovi Uffici speciali pur in mancanza di specifiche esigenze organizzative. Prudenzialmente, non viene stimata la minore spesa afferente gli Uffici speciali in esubero, dal momento che dovranno preliminarmente essere individuati e poi materialmente cancellati”.
 

 
L’Aran Sicilia viene soppressa nella legge di stabilità 2012 con un risparmio di 720 mila € l’anno
 
La legge di stabilità 2012, come promesso dall’assessore Armao, contiene la norma sulla soppressione dell’Aran Sicilia, norma che era già stata inserita nella finanziaria 2011 e poi eliminata in Assemblea nella sessione di bilancio. La Corte dei conti obietta su talune cifre non ritenute oggettivamente verosimili, analizzando sempre l’art. 29 del disegno di legge di stabilità si “prevede altresì la soppressione dell’Aran Sicilia con l’attribuzione delle relative funzioni all’Aran nazionale, previa stipula di apposita convenzione. L’allegato al ddl espone una minore spesa, pari a 720.000,00 euro annui, derivante dalla citata soppressione e una maggiore spesa, stimata in 120.000,00 euro annui, dovuta agli oneri della convenzione con l’Aran nazionale. In merito alla quantificazione della minore spesa, si ritiene che essa vada computata con esclusivo riferimento agli oneri riguardanti gli organi di vertice, di indirizzo e di controllo dell’Agenzia e ciò in quanto la spesa strettamente riferita al personale impiegato presso l’Agenzia siciliana non è azzerabile”.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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