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Enna - Sul grande tema delle Province anche quella ennese dice la sua
di Carmelo Lazzaro Danzuso

Una pubblicazione realizzata in collaborazione tra amministrazione e presidenza del Consiglio provinciale. A giorni la presentazione del volume “La faccia intermedia del Leviatano”

Tags: Enna, Giuseppe Monaco, Massimo Greco



ENNA – Se anche a livello nazionale le Province, con i tagli varati dalla manovra del nuovo Governo Monti, sembrano avere il destino ormai segnato, a livello siciliano si parla già da tempo di riorganizzazione di questi Enti in base a quanto scritto nello Statuto dell’Isola. L’art. 15 del documento, infatti, così recita: “L’ordinamento degli Enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria”. Sul futuro delle Province, dunque, il dibattito e ampio e, mai come in queste settimane, molto caldo.

“La faccia intermedia del Leviatano” è il titolo che l’amministrazione provinciale, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio provinciale, ha voluto dare alla pubblicazione sulla questione della soppressione delle Province, che sarà presentata il prossimo 12 dicembre all’auditorium del Liceo linguistico di Enna alle ore 17,30 Il Leviatano, figura mostruosa immaginata dal filosofo Thomas Hobbes, rappresenta simbolicamente lo Stato come un grande corpo le cui membra sono i singoli cittadini.
 
L’autorità dello Stato è pari alla porzione di libertà individuale che ognuno gli delega con la rinunzia, per vivere in pace, a esercitare i corrispondenti diritti collegati a tale libertà. Il lavoro editoriale, ancora in corso di stampa, consiste nella raccolta coordinata di approfondimenti, interventi e commenti di esponenti delle Istituzioni regionali e locali, del mondo accademico, della dirigenza e dell’avvocatura specializzata sui disegni di legge proposti sia dal Governo regionale che dal Governo centrale.
“La Provincia regionale di Enna – si legge in una nota dell’Ente - sente più delle altre il bisogno di riflettere sulle ipotesi offerte al vaglio dei parlamenti statale e regionale perché più piccola per dimensioni demografiche e, pertanto, più debole per resistere anche alle ipotesi meno traumatiche delle fusioni istituzionali”.

Per il presidente Giuseppe Monaco “la questione merita di essere affrontata senza pregiudizi e soprattutto al netto del sentimento dell’anti-politica. Ecco perché abbiamo promosso anche una tavola rotonda che vedrà la partecipazione non solo di addetti ai lavori ma anche di esperti della materia”.

Più tecnico il parere del presidente del Consiglio provinciale, Massimo Greco secondo cui i testi finora approvati “evidenziano la necessità che l’attuale sistema istituzionale non possa fare a meno di un livello intermedio”.
“A questo punto – ha aggiunto Greco - se non è in discussione l’esigenza di mantenere un livello istituzionale intermedio nel sistema delle autonomie locali (addirittura se ne prevede il potenziamento), quali vantaggi si avrebbero nel privare le attuali Province solamente dell’autonomia politica e territoriale di cui godono e, di conseguenza, della dignità costituzionale solennemente riconosciuta dalla Carta fondamentale (art. 5 e 114 della Costituzione)?”.

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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