Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Ars: Riforma delle Asi verso il voto in Aula
di Giovanna Naccari

Decisi dalla Conferenza dei capigruppo i Ddl da approvare entro Natale. Favorevole il parere della II commissione Bilancio

Tags: Ars, Consorzio Asi, Marco Venturi



Palermo - L’Assemblea regionale siciliana lavora a pieno ritmo per approvare una lista di norme entro Natale, come stabilito mercoledì dalla Conferenza dei capigruppo.
Sala d’Ercole riaprirà martedì con un ordine del giorno che parte dalla riforma dei consorzi Asi voluta dall’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi.

La commissione Bilancio ha dato parere favorevole al testo con una perplessità. “Rimangono da chiarire gli aspetti che riguardano il personale - ha detto il presidente Riccardo Savona - Mi auguro che in Aula si possa definire in modo puntuale la questione”.

In settimana la commissione ha definito altre norme che viaggiano verso il voto del Parlamento. Si tratta del disegno di legge sulla riqualificazione urbanistica con edilizia sociale convenzionata che per Savona inciderà sullo “sviluppo socio economico di imprese e famiglie” e del provvedimento che modifica l’esenzione del ticket sanitario, passando dal modello Isee al sistema che tiene conto del reddito Irpef degli assistiti, secondo le direttive nazionali già adottate dalle altre regioni. Il progetto di legge è dell’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo.

La modifica dell’esenzione del ticket sanitario per il presidente Savona “è un provvedimento importante”, perché “la Regione potrà incamerare 91 milioni di euro, al momento blindati dallo Stato”. In base alla norma in un momento successivo, ha chiarito il parlamentare, “l’assessore per la Salute, di concerto con le commissioni Sanità e Bilancio, emanerà un decreto entro il 31 gennaio per attuare le disposizioni che prevedono la determinazione regionale della quota di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie da parte degli assistiti, e nel rispetto del regime delle esenzioni al momento vigenti”. L’obiettivo non è “restringere la platea degli esenti, colpendo i più deboli, ma avviare un sistema più equo, che faccia pagare chi può permetterselo”.
Il programma dei lavori parlamentari mette in prima fila anche tre norme da mesi bloccate tra le commissioni Affari istituzionali (questa in attesa dei pareri) e Bilancio per divergenze sulla copertura finanziaria. Si tratta degli interventi per il sostegno alle associazioni antiracket, del contrasto alla violenza di genere e della promozione degli oratori. I problemi sono stati superati di concerto tra i capigruppo e l’assessorato Economia, ha detto Roberto De Benedictis, vicepresidente Pd all’Ars.  
A Sala d’Ercole martedì approderà la proposta legislativa di iniziativa popolare sull’istituzione della provincia di Gela. Andrà direttamente in aula secondo il regolamento dell’Ars.

La commissione Affari istituzionali intanto non si è pronunciata sul provvedimento nei tempi previsti dalla legge regionale 1/2004 (sei mesi dall’assegnazione) e questo sarebbe bastato a mandare già in Aula il testo, secondo alcuni deputati. Tuttavia la commissione a fine novembre ha espresso parere negativo al ddl (articolo 64 del regolamento) con l’astensione dei deputati Maira, Speziale (per questioni tecniche di norma e regolamento Ars e non di contenuto) e Torregrossa. E ora tocca all’Aula.
Contrario al disegno di legge il presidente del gruppo Pd all’Ars, Antonello Cracolici, per il quale l’istituzione di una nuova Provincia si porrebbe in antitesi con le finalità seguite in tutto il Paese, dal momento che c’è un dibattito sulla soppressione degli enti intermedi.

La linea Cracolici è condivisa dal presidente di Affari istituzionali, Riccardo Minardo. Interventi sulle Province sono previsti nel disegno di legge del governo regionale Lombardo inviato all’Ars. Anche in questo caso non si tratterebbe di aumentare enti intermedi, ma di dare maggiori funzioni ai Comuni, come prevede lo statuto siciliano.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus