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Il pericolo corre su internet. I rischi del mondo a portata di click
di Anna Claudia Dioguardi

Controllo parentale: genitori italiani eletti da Eu Kids on-line “i meno attenti d’Europa”. Il 27% dei ragazzi dichiara di aver comunicato via web con sconosciuti

Tags: Internet, Sicurezza, Web



PALERMO – Internet, che grande innovazione! Ma quando si tratta di ragazzi esso può rivelarsi un grande mostro. Tante le insidie che si nascondono dietro al piccolo schermo del computer, filtro di una realtà che può rivelarsi fonte di pericoli per i giovanissimi.

Una grande ricerca europea finanziata dal Safer Internet Programme della Commissione europea e realizzata da Eu Kids online, condotta su 25.142 ragazzi tra i 9 e 16 anni in 25 paesi europei, fornisce una fotografia dei piccoli cybernauti, ma anche dei pericoli che la rete riserva e soprattutto di quello che i genitori pensano di sapere.

La piattaforma “reale” dei pomeriggi passati a giocare per strada o all’oratorio, è stata ormai totalmente stravolta e travolta dalle acque del web, una piattaforma “virtuale” che, soprattutto con l’avvento dei Social Network, è diventata protagonista della vita dei più piccoli. Quasi tutti i bambini italiani, tra i nove e dieci anni, seppur iniziando in ritardo rispetto alla media europea, hanno dichiarato di navigare su internet e la metà di loro lo fa tutti i giorni; altrettanti hanno un profilo Facebook e, si inizia a diffondere anche l’utilizzo di applicazioni internet su smart-phone e supporti mobili.

Addentrandoci sul versante dei pericoli, secondo tale ricerca il sette per cento dei ragazzi italiani ha dichiarato di aver visto in rete immagini a sfondo sessuale nell’arco dell’ultimo anno, il 18 per cento di essi ha avuto contatti on -line con siti potenzialmente pericolosi e il 27 per cento ha comunicato via internet con sconosciuti. I piccoli italiani risultano meno esposti alle insidie del web rispetto a quelli del resto d’Europa discostandosi di alcuni punti percentuali dalla media. Punti di demerito invece vanno ai genitori che risultano tra i “meno attenti” d’Europa: se il 40 per cento delle mamme e dei papà europei di genitori di ragazzi che hanno dichiarato di aver visto immagini pornografiche, esclude che i figli abbiano fatto questa esperienza, questa percentuale sale di 14 punti in Italia, classificando i nostri parents come i peggiori per tale parametro.

Attenzione dunque cari mamme e papà, perché se tv e videogiochi hanno messo a repentaglio “solo” la forma fisica dei vostri figli, con la rete si rischia molto di più e alla sedentarietà si aggiungono anche i rischi del mondo esterno, di fronte al quale internet paradossalmente ci rende più vulnerabili.

Non “posteggiate” dunque i bambini davanti alla macchina infernale,  e seguite i preziosi consigli forniti da chi di pericoli se ne intende. Come quelli forniti dalla Polizia di Stato, che dedica una piccola sezione del proprio sito alle istruzioni per l’utilizzo di internet, che riassumiamo nella tabella.

Sostanzialmente si raccomanda di esercitare un maggiore controllo, sono ammesse anche piccole azioni di spionaggio, e una leggera violazione della privacy dei vostri piccoli, una concessione a fin di bene naturalmente perché volta a tutelare la loro incolumità e a difenderli dai pericoli che l’ingenuità, soprattutto nei più piccoli, e la curiosità, per i più grandi, possono veicolare.
 


L’Europa e noi. Informatica e deficit di competenze
 
PALERMO - Il minore utilizzo degli strumenti informatici da parte dei giovani italiani, emerso dalla ricerca, è un’arma a doppio taglio: se da un lato, e le percentuali sovra citate lo confermano, può essere vista come positivo poiché è logico che, se diminuisce l’esposizione al pericolo diminuisce anche la frequenza di quest’ultimo, dall’altro rivela un’arretratezza del nostro Paese e quindi un deficit di competenze dei ragazzi di fronte alle nuove frontiere dell’informatica.
Deficit acuito dal semianalfabetismo dei genitori e soprattutto della scuola: la ricerca rivela infatti che l’accesso a internet negli istituti di istruzione italiani è il più basso d’Europa, fermandosi al 49% a fronte di una media del 65%. Stesso divario si presenta per il coinvolgimento degli insegnanti nelle attività on-line fermo al 65 % contro la media del 73%. Bocciate quindi, dai pediatri italiani, le politiche volte a limitare l’esposizione ai rischi on-line, che possono risultare dannose perché acuiscono il divario digitale rispetto ai ragazzi europei.
Il Manifesto dei pediatri promuove invece un uso più ampio di lavagne digitali, di materiale didattico in e-book e di lezioni videoregistrate, nonché di corsi volti ad istruire i genitori.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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