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Quotidiano di Sicilia

Catania - Scovare i furbi e gli evasori fiscali per riportare le finanze in ordine
di Melania Tanteri

Il sindaco Stancanelli: “L’obiettivo è quello di far pagare tutti il giusto, nell’interesse della città”. Il Comune inizia dalla Tarsu: sono partiti proprio in questi giorni 19 mila avvisi

Tags: Catania, Raffaele Stancanelli, Fisco, Evasione



CATANIA - Agli effetti della manovra finanziaria del Governo nazionale, che secondo l’Adoc si abbatterà come una scure sulle famiglie catanesi, si aggiungeranno quelli dell’azione di recupero dell’evasione e dell’elusione contributiva che l’amministrazione Stancanelli ha iniziato un anno fa e che, nei prossimi giorni proseguirà con l’avvio di 19 mila avvisi di accertamento per gli eventuali tributi non corrisposti. Una pioggia di bollettini, che cadrà su tutti coloro che ancora non si sono messi in regola, nata dal processo di contrasto ai fenomeni di evasione tributaria, reso possibile dal controllo incrociando dei dati dichiarati dai contribuenti relativamente alle imposte comunali, con quelli in possesso di altre banche dati, come il catasto, l’Agenzia Entrate e quella del Territorio.

"L’obiettivo – ha sottolineato il sindaco etneo, Raffaele Stancanelli - è quello di fare pagare tutti il giusto, nell’interesse della città”. Lo scopo, dunque, è quello di lasciare inalterato il carico tributario dei cittadini, nonostante la riduzione dei trasferimenti nazionali e regionali, attraverso un sacrificio condiviso e progressivo, ripartito equamente tra tutti i contribuenti.
Un peso economico in più, in ogni caso, che andrà a sommarsi a quelli che, volenti o nolenti, l’intero Paese (Catania compresa) si troverà ad affrontare nei prossimi anni, per effetto della dolorosa, quanto necessaria, manovra finanziaria del Governo Monti che, secondo il presidente Adoc, Claudio Melchiorre, peserà per oltre 2000 euro in più all’anno su ogni cittadino etneo.

“I cittadini e consumatori – spiega Melchiorre – si devono preparare a cancellare le spese per cinema, ristorante, bar e a modificare ulteriormente le loro scelte in termini di consumi quotidiani”.
Un clima pesantissimo, dunque, si prospetta per la città etnea che, però, sarebbe già preparata ai sacrifici. Secondo Stancanelli, infatti, l’austerity, in città, sarebbe iniziata ben prima, cioè nel lontano 2008, quando da sanare c’era il buco di bilancio. La città, da tre anni a questa parte, quindi, si sarebbe già adeguata a quel regime di rigore e di sacrificio resosi necessario non solo per ripianare il bilancio ma anche per affrontare la diminuzione progressiva dei trasferimenti da parte dello Stato e della Regione.

In questo, la lotta serrata all’evasione e all’elusione contributiva, avrebbe giocato una parte fondamentale, consentendo il recupero di cifre consistenti e regolarizzando una situazione pregressa iniqua. Su questo versante però, come dimostrano i numeri, c'è ancora molto da lavorare.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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