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Personale Regione, piano di ridistribuzione
di Pierangelo Bonanno

Domani è il termine ultimo entro cui i dirigenti dei dipartimenti potranno trasmettere i dati necessari alla programmazione. Obiettivo: fare emergere il fabbisogno in termini di risorse umane e di specifiche professionalità

Tags: Regione Siciliana, Dipendenti. Giovanni Bologna



PALERMO – Il 15 dicembre, domani, è il termine ultimo entro cui i dirigenti generali dei dipartimenti e degli uffici speciali regionali potranno trasmettere i dati necessari alla programmazione di un piano di ridistribuzione del personale regionale.

La circolare che contiene i dettagli dell’iniziativa è stata trasmessa ai dirigenti il 27 settembre scorso. L’iniziativa voluta dal dirigente generale del dipartimento della funzione pubblica e del personale, Giovanni Bologna, è finalizzata al raggiungimento di due risultati: da un lato verificare l’esistenza all’interno di ogni dipartimento di un equilibrato rapporto tra le attività correnti o ordinarie e le risorse umane e le professionalità disponibili; dall’altro fare emergere il fabbisogno in termini di risorse umane e di specifiche professionalità per consentire la pianificazione all’interno di ogni dipartimento di progetti per l’esaurimento delle linee di attività eventualmente in arretrato rispetto ai volumi di produzione per gli anni fino al 2009.

La redazione di un programma con tali obiettivi si coniuga sia con la necessità di rendere efficiente la burocrazia siciliana sia con il bisogno di ridurre i costi della pubblica amministrazione regionale, che rappresentano quote elevate del bilancio regionale. 

In particolare, il dipartimento della funzione pubblica e del personale nell’ambito delle competenze istituzionali in materia di gestione del personale attribuite dalla legge regionale n. 19 del 2008, ha avviato una analisi della distribuzione del personale sull’intero territorio della Regione, al fine di procedere alla redazione di un programma di ridistribuzione dello stesso che, nel rispetto dei limiti imposti dalla legge e dai contratti collettivi di lavoro, consenta di soddisfare le numerose richieste di risorse umane e di professionalità provenienti dai diversi distretti lavorativi. Il piano programmatico di ridistribuzione si pone nell’ottica del miglioramento del rapporto tra le esigenze dell’utenza e i servizi resi dalla pubblica amministrazione laddove lo stesso risulta carente per l’insufficienza di personale rispetto alle attività istituzionali di competenza di ciascun dipartimento.

Per la corretta compilazione del questionario è necessario che i dirigenti destinatari si attivino per conoscere quali sia il fabbisogno o l’eccedenza di risorse umane per l’attività ordinaria ed eventualmente per quella in arretrato. La circolare precisa che i dati richiesti nel questionario, che ricomprende 17 quesiti, dovranno essere forniti per tutte le strutture intermedie esistenti nell’ambito di ogni provincia, al fine di esprimere con la compilazione del questionario per ogni singolo dato il risultato complessivo della misurazione del livello di impiego delle risorse umane per la provincia selezionata.

Tra le domande inserite viene richiesto ai dirigenti, ad esempio, se nell’ambito delle competenze delle strutture intermedie della provincia, vi sono linee di attività in arretrato; se il personale in servizio nelle strutture intermedie è adeguato professionalmente ai compiti istituzionali; se nell’anno 2010 la carenza di risorse umane in che misura ha inciso sui volumi medi di produzione; se il personale in servizio è adeguato, non adeguato, in esubero numericamente rispetto all’espletamento dell’attività ordinaria.
Il questionario dopo il 15 dicembre verrà rimosso definitivamente dal sito web, quindi dovrà essere, precedentemente, inviato on line e sottoscritto dal dirigente che lo compila e trasmesso, via mail al dipartimento della funzione pubblica.

Articolo pubblicato il 14 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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