La Regione s’indebita e i fondi Ue si perdono di Stiben Mesa PaniaguaÈ stato firmato un prestito di 954,79 milioni di euro con la Cassa Depositi. Il finanziamento per la Sicilia sarà diviso in due tranche Tags: Ars, Regione Siciliana, Unione Europea PALERMO – E alla fine è arrivato il tanto annunciato mutuo per gli investimenti della Regione. Ieri, infatti, nei locali dell’assessorato regionale per l’Economia, è stato firmato il prestito di 954,79 milioni di euro concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti alla Regione siciliana. La cosa paradossale della notizia è che contemporaneamente l’Amministrazione dell’Isola rischia di lasciare sul piatto diversi stanziamenti, ottenuti tramite i Fondi strutturali europei, non spesi. O almeno da spendere entro la fine del 2011 nell’ottica della cosiddetta regola n+2. Che è un po’ come se una famiglia decidessi di indebitarsi per andare a fare la spesa, e nel frattempo lasciasse marcire ed ammuffire verdura, frutta e alimenti vari nella dispensa.
Secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale per l’economia, Gaetano Armao: “Il mutuo firmato permetterà di avviare investimenti strategici sul territorio siciliano in grado di innescare processi di sviluppo autonomo, di sostegno alle imprese e di accompagnamento alla iniziativa degli imprenditori più intraprendenti”. Il finanziamento dovrebbe essere diviso in due tranche: La prima, pari a 651 milioni di euro è destinata a spese di investimento, trasferimenti in conto capitale a Enti locali ed enti sottoposti a vigilanza, manutenzioni straordinarie, acquisto di impianti, cofinanziamenti ed altri investimenti. La seconda pari a 303,36 milioni di euro ha per scopo il Piano straordinario per la conservazione, la messa a reddito e la valorizzazione dei beni culturali, forestali e del patrimonio costiero di proprietà regionale. “Sono queste le misure di cui la Sicilia ha bisogno e le uniche in grado di sostenere l’Isola nella fuoriuscita dalla crisi”. Ha sostenuto ancora l’assessore. “L’attuale stock di indebitamento della Regione – ha spiegato – corrisponde a meno di 1/5 del bilancio annuale e nella sua consistenza è in gran parte dovuto peraltro alla gestione del decennio precedente e imputabile prevalentemente al settore sanitario, è assolutamente in linea coi i livelli di rimborso sostenibili, come è ampiamente documentato attraverso l’Osservatorio del fabbisogno finanziario della Regione siciliana e rappresenta, peraltro, un segnale della recuperata credibilità finanziaria della Sicilia che a seguito dell’azione di risanamento del Governo Lombardo è riuscita nel 2011 a riportare il livello della spesa corrente a quello di dieci anni prima (2001), raddoppiando, al contempo, gli investimenti rispetto al medesimo periodo. Questa linea di credito si affiancherà alle iniziative a sostegno dell’economia che abbiamo varato di recente, quali il credito d’imposta e il microcredito alle famiglie”. E mentre a Palermo il Governo regionale firmava “l’indebitamento”, da Bruxelles il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, a proposito dei fondi europei che l’Italia rischia di perdere a fine anno, dichiarava: “Esistono per il 2011 rischi che riguardano ai programmi del Fondo sociale europeo soprattutto della Sicilia”. Articolo pubblicato il 21 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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