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Palermo - Città invivibile, ma cittadini felici
di Anna Claudia Dioguardi

Si resta confinati agli ultimi posti per criminalità, ordine pubblico, prospettive occupazionali. Classifiche deludenti. Il sindaco Cammarata: “La percezione non è così negativa”

Tags: Palermo, Crisi, Lavoro, Diego Cammarata



PALERMO – Con sole cinque posizioni di differenza rispetto all’ultimo posto, Palermo è tra le città peggiori d’Italia, in quanto a “qualità della vita”, in un panorama di indiscussa bocciatura di tutta l’isola, dal momento che bisogna scendere fino all’82° posizione per ritrovare una provincia siciliana, quella di Siracusa. Qualità della vita: sicuramente un concetto difficile da definire, ma che come ogni anno, “il Sole 24 ore” ha trasformato in numeri e in classifiche  stilate sulla base di 36 indicatori suddivisi nelle sei macro aree di riferimento.

Pessimi i risultati per del capoluogo il cui 104° posto è il risultato medio di altrettante negative posizioni: nei singoli indicatori infatti raramente Palermo si trova al di sopra dell’80° posto, insomma il campione di 700 residenti intervistati nell’ambito dell’indagine non ha dimostrato particolare apprezzamento per la vivibilità del proprio territorio.

Di diversa idea sembra essere però il sindaco Diego Cammarata, che  ha da sempre criticato l’impostazione di tale classifica, già negli anni passati aveva manifestato la sua titubanza in merito all’effettiva corrispondenza di tali dati con la realtà. “Pur trattandosi di una classifica importante – aveva sottolineato il primo cittadino -  pensiamo che non dia il segno vero della vivibilità della città. Pur con tutti i ritardi e i problemi a Palermo la percezione della qualità della vita di un cittadino medio non è così negativa”.

Eppure a rispondere è stato un campione di cittadini e inoltre, entrando nel dettaglio, molti dati appaiono quasi scontati per chi vive la realtà del capoluogo.
Non sorprende infatti che siano il lavoro (101° posizione), i problemi legati ai servizi, assistenza, ambiente e inquinamento (104), i problemi di criminalità e ordine pubblico (100) a preoccupare maggiormente i residenti del palermitano. Alla domanda “L’occupazione è un problema?” infatti il 68,5 per cento dei palermitani ha risposto “Sì”, e le difficoltà si rivelano anche negli indicatori particolareggiati della sezione “Affari e lavoro”: Palermo è infatti 104° per numero di imprese registrate a settembre 2011, e per disoccupazione giovanile, 99° per disoccupazione femminile.

Di fronte a tali cifre contestare l’attendibilità della classifica appare davvero difficile.
Anche sul fronte dell’ordine pubblico, con il 93° posto, Palermo non se la cava meglio, così come riguardo al parametro “Servizi/ambiente salute”, l’82° posto medio in relazione a tale parametro, che già di per sé non è per nulla positivo, va infatti letto alla luce del sesto posto in classifica che raggiungiamo in un indicatore del parametro in questione, slegato da qualsiasi influenza, ossia il nostro clima. Ma si sa, per chi in pagella ha tutti due, anche una sola sufficienza basta a far tornare il sorriso, così come a far sorridere è il fatto che, nonostante Palermo si sia rivelata un territorio quasi “invivibile”, sia la terza città più felice d’Italia, almeno questo è quanto ha rilevato uno studio della Camera di Commercio di Monza e Brianza, secondo il quale basterebbero 900 euro al mese per trovare il sorriso nel capoluogo, come dire… a Palermo ci si accontenta anche di poco!

Articolo pubblicato il 21 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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