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Quotidiano di Sicilia

Sicilia perde appeal presso i Tour operator
di Stefano Di Mauro

Unioncamere e l’osservatorio dell’Isnart hanno realizzato un’indagine sul turismo organizzato internazionale. Inserita nel 25,7% dei cataloghi dei TO, nel 2012 la nostra Isola dovrebbe perdere 4 punti percentuali 

Tags: Unioncamere, Turismo



CATANIA - Dicembre, tempo di bilanci e di proiezioni per l’anno nuovo che sta per entrare. Anche nel turismo. Un settore che negli ultimi anni ha visto scemare il peso dei tour operator a tutto vantaggio dell’organizzazione del viaggio “fai da te”, direttamente in Rete. Nonostante questo, i dati relativi alla presenza di pacchetti viaggio delle diverse regioni, offerte dai TO di tutto il mondo, restano una importante cartina di tornasole per interpretare gli orientamenti dei turisti.
 
A tal proposito Unioncamere, in collaborazione con l’Osservatorio nazionale del turismo dell’Isnart ha realizzato un’indagine sul Turismo organizzato internazionale. 
Secondo il rapporto 2011, la domanda di viaggi organizzati risulta in crescita  anche se la ripresa è più sentita su alcuni mercati, come l’India, dove risulta in aumento per il 67,8% dei Tour Operators, la Russia (72,7%), i Paesi Scandinavi (57,5%) e gli Stati Uniti (49%). 
 
Anche le richieste verso l’Italia hanno mostrato un chiaro recupero e, sebbene la sensazione prevalente sia quella di stabilità (da parte del 44,7%), cresce la quota di buyers che indica un aumento (il 40% rispetto al 36,5% del 2010) e diminuisce quella di chi indica un calo (15,3% rispetto al 21,4% dell’anno precedente). 
 
L’Italia resta al top tra le destinazioni richieste (90,6%), seguita quasi sempre, dalla Francia (53,6%) e dalla Spagna (47,5%). In termini di pacchetti venduti, però, l’Italia continua ad essere debole. Nel 2011 rappresenta appena il 31,2% del totale dei viaggi nel mondo, e soprattutto perde quote in modo costante dal 2008, quando rappresentava il 35,6%. 
 
E la Sicilia come si colloca in questo contesto? L’appeal della nostra Isola resta buono verso i turisti stranieri, ma non al livello di altre regioni italiane che sicuramente non hanno di più in termini di arte, cultura, tradizioni. Probabilmente quindi, a fare la differenza sono ancora una cattiva organizzazione interna all’Isola (infrastrutture, trasporti, pulizia) e una non adeguata politica di comunicazione dell’immagine (che dovrebbe competere in primis all’assessorato regionale al Turismo, quindi via via, a tutti gli altri attori istituzionali, dalle Province sino ad arrivare ai Comuni).
Lazio, Toscana e Veneto si confermano le tre regioni italiane più vendute in tutto il mondo.

In Europa, la quota di operatori che le inserisce nei propri cataloghi è rispettivamente del 61,6%, del 57,3% e del 52,6%, accanto alla Campania (venduta dal 32,8%) alla Lombardia (28,2%) e alla Sicilia (25,7%), tutte in leggero ridimensionamento nelle previsioni per il 2012 (la Sicilia in particolare, stando alle previsioni dell’Isnart, dovrebbe perdere 4 punti percentuali, attestandosi al 21,7%). 
 

 
Si prevede una crescita dei pacchetti siciliani in India

Venendo ai singoli mercati, per il 2012 negli Stati Uniti crescerà la presenza della Lombardia (che sarà venduta dal 23% dei TO rispetto al 18% del 2011), ma le regioni più vendute saranno il Lazio (69%, in calo rispetto al 77% del 2011), la Toscana (53%) e il Veneto e la Campania (entrambe con il 39%), tutte sostanzialmente stabili. La Sicilia perderà 8 punti percentuali passando dal 29% del 2011 al 21% del 2012).
In India, le vendite nel 2011 puntano sul Lazio (88,9%), seguito dal Veneto (60%) e dalla Toscana con il 45,6%. Nel 2012 si prevede una crescita della presenza della Sicilia (dal 5,6% all’8,9%).
Anche sui mercati asiatici l’interesse degli operatori è catalizzato dalle tre regioni principali. La Sicilia viene venduta solo dal 10% dei T.O. cinesi e giapponesi, ed è sconosciuta ai T.O. coreani
Sugli altri mercati di lungo raggio, la Toscana è la regione più venduta in Canada (90%) e Australia, ed è la seconda (con il 91,7%) dopo il Lazio, in Brasile. Tra le altre regioni, su questi mercati si affacciano la Campania, la Liguria, la Lombardia e la nostra Isola. Ma c’è poco da stare allegri. Se la Sicilia si mantiene stabile sul mercato canadese (20% nel 2012 come nel 2011), risulta in calo del 10% in Australia (20% nel 2012) e in picchiata in Brasile (8,3% contro il 25% del 2011).

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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