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Quotidiano di Sicilia

Differenziare è vantaggioso per tutti. Non farlo vorrebbe dire gettar via soldi
di Andrea Salomone

È di vitale importanza che ci sia un intervento centrale per informare i cittadini a farlo correttamente

Tags: Ambiente, Rifiuti, Raccolta Differenziata



 CATANIA – “La raccolta differenziata? No, io non la faccio. Tanto... anche quando... non serve: ho visto con i miei occhi i camion per la spazzatura passare davanti ai bidoni della differenziata e mettere tutto insieme”. Uno dei tòpos più comuni, una delle frasi che si è sentita dire più spesso a proposito della “differenziata”. 
 
Ma questa affermazione corrisponde a verità? “Assolutamente no. É una grande falsità. Se per caso un cittadino dovesse vedere che un nostro operatore ecologico mette il differenziato nell’indifferenziato, lo invito personalmente a prendere il numero di targa del veicolo e ad appuntarsi il giorno e l’ora: se mi dovesse arrivare una segnalazione del genere faccio partire immediatamente una contestazione disciplinare”. A rispondere a questa domanda, e a sciogliere questo e tanti altri quesiti sul tema “differenziata a Catania”, è l’avvocato Valeria Messina, responsabile dell’ufficio legale dell’Oikos spa, l’azienda che insieme alla Ipi srl di Roma ha firmato, in data 22 dicembre 2010, il contratto col Comune di Catania per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani (Rsu) della città.
 
Nelle due interviste, concesse al QdS, il 28 settembre ed il 24 novembre, l’avvocato ha smentito questo “troppo sentito e risentito” luogo comune secondo cui le aziende incaricate del servizio di raccolta non farebbero alcuna distinzione tra quella differenziata e quella indifferenziata e metterebbero tutto insieme, vanificando così gli sforzi dei cittadini più coscienziosi. Continua l’avvocato Messina: “Ne avremmo un danno dal mettere il differenziato nell’indifferenziato. Per un imprenditore questo sarebbe gettar via soldi. Se tutto viene separato al fine di ricavarne denaro, che senso ha mettere tutto insieme? Così come previsto dagli accordi stipulati, il nostro obiettivo è quello di ridurre in misura sensibile la quantità di rifiuti indifferenziati e di consolidare il sistema attraverso la creazione di una cultura che richiami ogni cittadino al senso civico. Il ciclo della differenziata funziona: questa è la garanzia che diamo e vogliamo dare ai nostri utenti. In sinergia con l’amministrazione stiamo operando una distribuzione di kit per la raccolta: entriamo nelle case di ciascun catanese a portare i sacchi diversificati per colore ed un vademecum che spiega cosa mettere e dove”.
 
Informare i cittadini porterà a ridurre il rischio che il materiale correttamente differenziato venga “inquinato” da un conferimento errato. Alla conferenza stampa tenutasi il 14 novembre al palazzo degli elefanti, il sindaco Stancanelli ha sostenuto che i giornalisti dovrebbero contribuire a far girare la ruota del riciclo informando i cittadini sul tema. È però di vitale importanza che ci sia un intervento centrale, da parte dell’amministrazione e delle aziende incaricate del servizio di raccolta, se si vuole riuscire davvero a farla girare: informare significa anche spiegare come funziona il sistema, chiarire ai cittadini perché “se differenziano, risparmiano” e fornire loro resoconti dettagliati sul servizio pubblico svolto, anno dopo anno, con numeri e dati, recenti e dettagliati, che siano accessibili su internet a tutti e in qualsiasi momento.
 
Se i cittadini non hanno fiducia nel sistema è soprattutto perché fino ad ora non ci sono stati grandi passi in questa direzione: ciò che i giornali pubblicano tende ad essere dimenticato facilmente. In Germania la trasparenza è invece una vera e propria strategia aziendale: i palazzi non vengono costruiti in vetro trasparente solo per una questione estetica. Strutture di questo tipo permettono infatti la creazione di un circolo virtuoso in cui i lavoratori sono spinti a dare il meglio di sé perché sono visibili mentre svolgono il loro lavoro e chi li osserva ha la garanzia che può farvi affidamento. Questo contribuisce sensibilmente a far muovere la ruota verso una collaborazione proficua che ha come risultato una maggiore efficienza. Un esempio di un’informazione di questo tipo ci è dato dal ministero dell’Ambiente di Berlino e dalla Bsr, l’azienda che raccoglie i Rsu della capitale tedesca.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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