Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Priolo, il comune dell’eterna “emergenza petrolchimico”
di Rosario Battiato

Secondo i dati della Protezione civile tra il 2007 e il 2009 nell’area c’è stato un incidente ogni 3 giorni. Granata (Fli): interpellanza al ministro dell’Ambiente sull’incendio e il rigassifcatore

Tags: Petrolchimico, Priolo, Fabio Granata



PRIOLO (SR) – In un Paese normale i ripetuti incidenti che si verificano nell’area del polo petrolchimico di Siracusa avrebbero messo in trepidante allarme amministratori, governanti e sindacati. Invece il copione viene rispettato: incendio, inviti del Comune alla prudenza, proteste di qualche sindacato che non si è piegato alla logica occupazionale. L’unica novità arriva dall’intervento di Fabio Granata, parlamentare e uomo di Fini in Sicilia, che ha annunciato un’interpellanza urgente al ministro dell’Ambiente Clini, perché proprio in quell’area dovrebbe sorgere il rigassificatore della Ionio Gas, la joint venture paritetica tra Erg e Shell.

Un carrello elevatore all’interno della Erg impianti Nord Sg 10, la struttura dove si raffinano e si stoccano idrocarburi, durante una manovra avrebbe urtato una tubatura in cui scorrevano olii esausti scatenando incendio con annessa densa nube nera che ha coperto Priolo e si è percepita fino a Siracusa. Può cambiare la modalità, ma non cambia la sostanza. La Protezione civile regionale, in un rapporto redatto dall’allora responsabile siciliano Salvatore Cocina, oggi energy manager, ha stimato che tra il 2007 e il 2009 nell’area del petrolchimico siracusano si è avuta la terrificante media di un incidente ogni tre giorni. 

Dopo l’incendio si sono attivate le centraline megafoniche e lo speciale servizio sms ha avvisato coloro che sono in lista, come ha ricordato Giovanni Attard, responsabile Protezione civile di Priolo. L’ultimo incidente di rilievo si è avuto lo scorso 9 giugno, quando tre lavoratori di una ditta esterna rimasero lievemente feriti. I cittadini del comune aretuseo sanno di vivere in trincea, cioè in un paese con un centro abitato a ridosso della zona industriale dove esistono ben sei impianti a rischio incidente rilevante (strutture soggette agli artt. 6/7 e 8 del D.lgs.334/99 e s.m.i.). Intanto l’impianto è stato posto sotto sequestro e la magistratura ha aperto un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Delia Boschetto.

L’emergenza incidenti nel polo petrolchimico va analizzata sotto molteplici aspetti. Lo ha ricordato Giovanna Marano, segretaria generale della Fiom Cgil. “L’incidente di Priolo, mettendo a rischio i lavoratori e i cittadini anche dei comuni vicini, dimostra ancora una volta la necessità di verifiche approfondite sulle condizioni di sicurezza e sulle manutenzioni in quel sito industriale”.
 
Stavolta però la situazione potrebbe non fermarsi alle solite dichiarazioni di rito. Fabio Granata ha, infatti, annunciato una interpellanza urgente al ministro dell’Ambiente Corrado Clini sull’incidente. Granata chiede anche “l’intervento dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e del Ministro per conoscere in quali condizioni di sicurezza operano gli impianti chimici, i depositi di carburante e oli minerali, le attività di raffinerie connesse ai poli estrattivi di petroli e di quali elementi disponga il Governo con riguardo a quanto rappresentato”. Il punto più interessante riguarda il tema che il QdS continua a portare avanti da oltre un paio di anni, ovvero quali iniziative il Governo intenda porre in essere per porre fine alla “corsa al rigassificatore”. Dopo l’interrogazione di settembre ad opera di Angelo Alessandri della Lega Nord sul rischio sismico nell’area del petrolchimico per la seconda volta Priolo si presenta al Parlamento.

Articolo pubblicato il 23 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus