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La Pec non sconfigge la carta
di Alessandro Accardo Palumbo

Un raffronto tra le spese sostenute dal Comune nei vari mesi. In qualche caso consegne brevi manu. Costi postali intatti anche dopo l’introduzione delle caselle elettroniche certificate

Tags: Pec, Posta Certificata, Enti Locali



MAZARA DEL VALLO (TP) – Il recente restyling del Codice dell’amministrazione digitale, rimesso a nuovo a fine 2010 dal ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, regala un bel paio di orecchie da asino, di ‘pinocchiesca’ memoria, all’amministrazione comunale.
Il Nuovo Cad sancisce veri e propri diritti dei cittadini e delle imprese in materia di uso delle tecnologie nelle comunicazioni con le amministrazioni. La riforma – che vorrebbe una piena digitalizzazione dell’azione amministrativa, imperniata sui principi di effettività e economicità – dovrebbe consentire una riduzione dei tempi (80%) per le pratiche amministrative; per non parlare del risparmio (90%) sui costi della carta (circa 6 milioni di euro annui), per effetto dell’eliminazione delle scartoffie.

La posta elettronica certificata (Pec) è, infatti, uno strumento che permette di dare ad una e mail lo stesso valore legale di una raccomandata tradizionale, con avviso di ricevimento, e ad un prezzo ridicolo. Ma proprio su costi e produttività si aprono le prime voragini nell’ente locale mazarese. Nell’acquisire informazioni presso fonti comunali, infatti, veniamo a conoscenza che, per alcune pratiche ‘importanti’ (finanziamenti o bandi di gara regionali), alcuni dipendenti si recano addirittura a Palermo per portare ‘brevi manu’ tutta la documentazione necessaria. Altro che raccomandate, altro che Pec: una bella auto e via. Oltre ai costi di carburante si aggiungono: carta, missione, smog prodotto e spese poco trasparenti. Tutto ciò che proprio il nuovo Cad vorrebbe abolire. E le cinque caselle ‘certificate’ attive, pubblicate sul sito web del Comune di Mazara, a cosa servono? Non è chiaro.

Nel mese di novembre 2010, infatti, quando le Pec non erano ancora attive, i costi per l’invio della corrispondenza si erano attestati a 8 mila 268 euro. Nel febbraio del 2011 (a gennaio il dato è poco attendibile per la ridotta operatività dovuta alle festività) con le caselle certificate a pieno regime, ci si sarebbe aspettato un grosso risparmio di denaro, e invece no. Con 8 mila 585 euro, il dato delle spese postali è stato praticamente identico. I costi dell’amministrazione, per le spese postali, sono rimasti pressoché uguali – rispetto ai trend passati – anche nei mesi successivi (7 mila 641 euro in media) da febbraio a luglio 2011.
 

 
La replica: “Siamo in regola, il protocollo ha la Pec”
 
MAZARA DEL VALLO (TP) – Ai mancati risparmi, vanno aggiunti altri 837 euro per attivazione di 23 caselle Pec a fine novembre 2010. Esse, con buona pace del promesso risparmio, si sommano ai costi postali. E gli altri 18 indirizzi dove sono? Sul sito web del Comune non se ne trovano tracce. Dall’analisi delle spese postali del Comune emergono: 78 mila 490 euro – da settembre 2010 a luglio 2011 (il dato del giugno 2011 sul sito web comunale non c’è) – con una media mensile di 7 mila 849 euro. “La nostra amministrazione – rispondono dall’ufficio stampa del Comune – è in regola con la Pec, poiché il protocollo generale ne è dotato. Gli altri protocolli interni – concludono – comunicano con quello generale e quindi la regolarità è assicurata”.
Entro 3 mesi, dice la legge pubblicata a gennaio 2011, gli enti locali avrebbero dovuto usare la Pec al posto delle raccomandate con ricevuta di consegna. Il raffronto con le spese postali del Comune, prima dell’attivazione della Pec, racconta, invece, tutta un’altra storia.

Articolo pubblicato il 29 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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