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Quotidiano di Sicilia

Ars e Governo: i tagli fatti e quelli rimasti su carta
di Giovanna Naccari

L’esercizio provvisorio per tre mesi, ormai abitudine di questa legislatura. Ddl nei cassetti: Province, riduzione consiglieri Ee.ll. e altri

Tags: Ars, Tagli



Palermo - Si chiude un anno segnato dalla crisi, ma anche dal risparmio dei costi voluto sia dall’Assemblea regionale siciliana, sia dal Governo guidato dal presidente Raffaele Lombardo.
Il consiglio di Presidenza dell’Ars ha ridotto le uscite di 30 milioni di euro negli ultimi tre anni. E la Regione ha stanziato per spese correnti 15.229 milioni di euro, il 6,44 per cento in meno rispetto allo scorso anno, come ha annunciato l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao.

I tagli alla spesa pubblica hanno caratterizzato anche l’ultimo mese, sia con i  provvedimenti assunti dai parlamentari, sia con quelli firmati dalla Giunta regionale composta da tecnici.
A cominciare dal disegno di legge-voto bipartisan, approvato dall’Ars per la riduzione dei deputati da 90 a 70, che modifica l’articolo 3 dello statuto siciliano e produce un risparmio di 6 milioni, per finire con il disegno di legge che ha eliminato le baby-pensioni, votato a Sala d’Ercole mercoledì scorso. Una norma proposta dall’assessore regionale alle Autonomie locali e Funzione pubblica, Caterina Chinnici, che blocca l’uscita anticipata dagli uffici, fin qui utilizzata dai regionali, per accudire familiari non autosufficienti (Legge 104).

A fronte di tanto impegno, sono rimasti nei cassetti, invece, tagli come la soppressione delle Province, prevista da un disegno di legge del governo regionale e fermata dall’Ars per una serie di chiarimenti tecnici (ma anche il presidente Lombardo nella conferenza stampa di Natale ha fatto intendere di volere modificare l’impianto del progetto) e il testo presentato dal Pd che riduce i consiglieri degli enti locali e sopprime le circoscrizioni. Quest’ultimo disegno di legge è fermo in commissione Affari istituzionali. 
Intanto la Regione ha rinviato l’approvazione del bilancio ed è in esercizio provvisorio per tre mesi. “Una decisione presa - ha detto l’assessore Armao - a seguito della manovra finanziaria del governo Monti” che deve far approntare alla Sicilia “una nuova manovra regionale in grado di recuperare 1 miliardo e 353 milioni di euro”, risorse che mancano a causa della scure imposta da Roma durante l’anno. Ma anche l’anno scorso la Regione andò in esercizio provvisorio allungando i tempi fino ad aprile.
I prossimi mesi, comunque, saranno pieni di incognite. “Pur con le pesanti riduzioni di spesa già inserite nel bilancio 2011 - ha continuato Armao, anche se rinunciassimo a dare la quota prevista per gli enti locali, 776 milioni di euro, dovremmo reperire ancora 739 milioni”. Risorse che la Sicilia si aspetta da negoziazioni con il Governo nazionale per l’autonomia statutaria e per il federalismo fiscale. Ma ancora su questo c’è il silenzio da Roma.

E mentre la Regione lavora all’insegna delle “Carte e conti in regola”, per trattare con lo Stato, secondo le parole di Armao, altri impegni sono alle porte. In ambito locale la Ragioneria generale avvierà un monitoraggio sulle uscite dell’amministrazione, allo scopo di definire il fabbisogno standard dei programmi di spesa dei dipartimenti regionali. Saranno messi ai raggi x produzione ed erogazione dei servizi pubblici per rilevarne le criticità ed eliminare eventuali duplicazioni. In ambito nazionale la Sicilia (unica a Statuto speciale), assieme alle regioni Campania, Basilicata, Lazio e Lombardia è stata scelta dal ministero dell’Economia per partecipare al processo di armonizzazione dei bilanci e di tutte le regole contabili degli enti pubblici, in fase di sperimentazione. La Sicilia ha ricevuto un apprezzamento dallo Stato per il proprio sistema contabile. Anche questo serve a ricordare come bisognerà impegnarsi al massimo per avere “Carte e conti in regola”, come dice l’assessore Armao.

 

Articolo pubblicato il 31 dicembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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