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Quotidiano di Sicilia

Spesa mensile delle famiglie. La Sicilia è fanalino di coda
di Rosario Battiato

L’analisi dei dati Istat sul consumo: nell’Isola viene così privilegiato l’acquisto di alimentari. Nel 2008 1.742 euro per nucleo contro una media nazionale di 2.485

Tags: Spesa, Istat, Alimentari



ROMA – La spesa degli italiani nel 2008 non fa registrare differenze statisticamente rilevanti. L’aumento rispetto l’anno precedente è stato infatti dello 0,2%, secondo quanto riporta l’Istat, una percentuale che paragonata con la crescita dell’inflazione, pari al 3,3%, fa segnare un sostanziale arretramento dei consumi.
“La variazione, che incorpora sia la dinamica inflazionistica (nel 2008, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività è pari, in media, al 3,3%, con differenze non trascurabili tra i diversi capitoli di spesa) – si legge sul rapporto dell’Istat - mette in evidenza come a un aumento della spesa media mensile per consumi in termini nominali corrisponda una flessione in termini reali”.

Tuttavia è opportuno fare delle distinzioni in rapporto ai dati disaggregati per regione. A fronte di una spesa media mensile per famiglia di 2.485 euro la Sicilia fa registrare il dato più basso d’Italia, fermandosi a 1.742 euro, oltre mille euro in meno rispetto il Veneto, la Regione con la spesa mensile più elevata d’Italia. “Nel 2008 – si legge nel rapporto - il Veneto si conferma la regione con la spesa media mensile più elevata (2.975 euro), seguita da Lombardia (2.930) ed Emilia Romagna (2.854). Fanalino di coda, ancora una volta, la Sicilia”.

Ma nell’isola la spesa mensile è addirittura calata visto che nel 2007 un siciliano in media spendeva ben 22 euro in più al mese rispetto a quanto spende nel 2008. Andando più nel dettaglio nell’isola la spesa alimentare è passata da 447 euro a 439 euro, facendo quindi registrare un dato negativo, parimenti alle spese non alimentari passate da 1.317 euro a 1.303 euro. Nel Meridione restano importanti le spese destinate a carburanti, combustibili ed energia, situazione che fa diventare la coperta corta e diminuire la qualità della spesa per gli alimentari: le famiglie che hanno scelto qualità inferiore di pane sono state il 48,8% e il 70,9% per il pesce.

La Sicilia è una delle regioni che spende di più per alimentari visto che il numero di componenti della famiglia è mediamente più alto. I dati indicano infatti come il 25,2% della spesa mensile, cioè la più ampia fetta percentuale, sia rivolta agli alimentari, ed è la partizione maggiore dopo la Campania che arriva a quota 26,6% e fronte di una media nazionale che si attesta al 19,1%. Il medesimo tema della famiglia numerosa vale anche per abbigliamento e calzature che collocano la porzione di spesa isolana all’8,4%, seconda solo alla Puglia (8,5%).

Calano anche i consumi per hobby, vacanze, cultura, giochi e altri beni e servizi come i trasporti e le comunicazioni, dal momento che lIisola si trova a quasi un punto percentuale sotto la media nazionale al 4,3%.
In Sicilia è invece superiore alla media del Meridione la spesa per tabacchi che giunge all’1,5%, mentre nel resto delle Regioni sale di poco sopra l’1%. Nel complesso metà della spesa mensile siciliana è composta da alimentari, bevande e abitazione. Ben poco sembra pertanto restare agli altri servizi che infatti segnano un deficit rilevante nei confronti del resto d’Italia.

Articolo pubblicato il 21 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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