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Sicilia, record di incendi tra 2008 e 2010
di Rosario Battiato

I dati nella Relazione della Corte dei Conti sugli interventi del Corpo forestale dello Stato

Tags: Incendi, Corpo Forestale, Corte Dei Conti



PALERMO – La Corte dei Conti, sezione centrale del controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, con delibera n.18/2011 del 20 dicembre 2011 ha pubblicato ieri la Relazione concernente “Interventi del Corpo forestale dello Stato per la lotta contro gli incendi boschivi”.
 
I dati confermano un trend pessimo con la Sicilia, prima regione d'Italia per numero di operai forestali precari, in prima linea con il record nazionale degli incendi tra il 2008 e il 2010. Finora a salvare le foreste isolane ci ha pensato un servizio antincendio invidiato in tutta Europa, ma sarebbe più economica la prevenzione.

La Corte dei Conti ha lanciato l'allarme. Gli incendi boschivi continuano a rappresentare un preoccupante fenomeno: i dati provvisori al 30 novembre 2011 evidenziano un aumento, rispetto allo stesso periodo del 2010, di circa il 73% del numero degli incendi boschivi e del 23% delle superfici percorse dal fuoco.?La regione più colpita dai roghi è stata la Campania con 1491 incendi, seguita dalla Calabria con 1.425, dalla Sicilia con 1.097 e dalla Sardegna con 988. Nel triennio 2008-2010 la Regione di Raffaele Lombardo ha totalizzato il maggiore numero di incendi (2178), seguita soltanto dalla Calabria (2.647)e dalla Campania (2.245). Complessivamente il totale degli ettari percorsi dal fuoco, sempre nel triennio in considerazione, è stato pari a 46.648, secondo dato nazionale superato soltanto dalla Sardegna (47.813).
 
Nel 2010 la percentuale siciliana percorsa dal fuoco è stata pari al 43,53% di quella nazionale. Guarda caso sul podio dei roghi ci sono proprio le tre regioni che spendono di più per la cura e la tutela delle foreste, infatti, secondo il calcolo del costo di gestione del bosco isolano effettuato dal Copaff (Commissione tecnica paritetica per l’attribuzione del federalismo fiscale), un ettaro di foresta determina una spesa annua regionale di 1.455 euro in Sicilia, di 597 euro in Calabria, di 410 euro in Campania. Le tre regioni, pur mantenendo complessivamente il 14,5% delle foreste nazionali, spendono il 75,5% di tutte le regioni italiane.

Nel 2010 la Sicilia ha goduto di circa 132 milioni di euro come stanziamento della ripartizione finanziamenti recati dalla legge 353/2000. Sulla questione dei fondi distribuiti si prevede una rimodulazione perché “la modalità di ripartizione produce una notevole concentrazione delle risorse verso quelle regioni dove, in presenza di un patrimonio forestale di elevata estensione territoriale percentuale, si verificano tuttavia pochi e limitati eventi di incendio, non solo in ragione di una più efficiente organizzazione di contrasto e prevenzione, ma anche soprattutto grazie ad una concomitanza di fattori climatici predisponenti molto più favorevoli”. Il problema è stato sollevato dalla Regione siciliana che ha sottolineato la necessità della valutazione degli indicatori del rischio incendi nella ripartizione dei fondi. Al fine di elaborare una proposta di revisione dei criteri di riparto è stato istituito un gruppo di lavoro interregionale in sede di Conferenza dei Presidenti delle Regioni.
 
Resta ancora da considerare che una stima di massima e ufficiosa considera il 90% degli incendi isolani come frutto di eventi dolosi. Forse il clima non c'entra del tutto, ma i 25 mila operai forestali precari in forza alla Regione, se adeguatamente impegnati, potrebbero vigilare quasi palmo per palmo.

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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