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Quotidiano di Sicilia

La banca del cordone ombelicale e le sue potenzialità terapeutiche
di Giulia Cosentino

Le cellule staminali in esso contenute utili nel trattamento di malattie come la leucemia. L’unico centro presente nella nostra Isola (a Sciacca) è inattivo dal 2010

Tags: Cordone Ombelicale, Donazione, Leucemia



PALERMO - Conservare o donare? Qualunque sia la scelta, si tratta di un atto d’amore per il futuro dei propri figli e per la ricerca scientifica. Stiamo parlando delle cellule staminali del cordone ombelicale, conservate attraverso un’apposita “banca” cordonale come fonte inestimabile di potenzialità terapeutiche ed informazione diagnostiche per il proprio bambino o per terzi. Ma di cosa si occupa nello specifico la banca cordonale? E perché è così importante? Al termine del parto, quando il cordone ombelicale viene reciso, nei vasi cordonali rimane del sangue. Proprio quel sangue, se raccolto e conservato, è molto prezioso. Contiene, infatti, cellule staminali che, grazie alle loro speciali caratteristiche, sono utili per le ricerche e per il trattamento di pazienti affetti da alcune malattie quali, ad esempio, leucemie acute e croniche, linfomi e malattie del sistema immunitario.
 
Le cellule staminali, trapiantate nei soggetti compatibili, ricostituiscono i tessuti e, di conseguenza, risanano gli organi colpiti da particolari malattie. La donazione e conservazione del cordone ombelicale rappresenta un interesse primario per il Servizio sanitario nazionale. In Italia è vietata la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale per uso personale. Tuttavia, il decreto ministeriale del 18 novembre 2009 regola le “disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”. In tale decreto viene stabilito che è legalmente possibile conservare le cellule del cordone ombelicale per uso “allogenico”, cioè in favore di persone diverse da cui è stato prelevato e quindi a fini solidaristici; per uso dedicato al neonato con patologia in atto al momento della nascita o rilevata in epoca prenatale; per uso dedicato nel caso di famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate. In questi ultimi due casi, le cellule staminali, conservate gratuitamente nelle banche italiane, sono ad esclusiva disposizione del soggetto al quale sono state dedicate in base alla sua patologia. Inoltre il ministero della Salute italiano, congiuntamente con quanto previsto dall’accordo stato regioni del 29 aprile 2010, consente di esportate all’estero, per uso personale, il campione di sangue del cordone ombelicale prelevato al momento della nascita.
 
Per procedere all’esportazione i genitori dovranno necessariamente ottenere un apposito nulla osta facendone richiesta a regioni o a province autonome territorialmente competenti. In Italia esistono 18 banche pubbliche collocate in 13 regioni italiane in cui è possibile donare il proprio cordone ombelicale. Nella nostra Isola, a Sciacca, nell’agrigentino, risulta però attualmente inattiva dalla fine del 2010 poiché sono attualmente in corso di accertamento presunte irregolarità negli appalti e nella gestione della struttura per i controlli e le analisi di routine sul sangue contenuto nei cordoni raccolti prima del 2006. Ad oggi tutto resta ancora fermo malgrado la banca del cordone ombelicale di Sciacca risulti essere tra le più importanti d’Italia come dimostrano pure i tanti attestati ricevuti da parte dei migliori centri per i trapianti di organi del mondo.
 
Ma veniamo ad alcuni dati: il centro di Sciacca dispone di 20 mila cordoni ombelicali, un terzo del fabbisogno italiano, di cui, purtroppo, solo la metà è stata studiata e tipizzata per mancanza di risorse finanziarie; due i milioni di euro spesi per completare lo studio del materiale già raccolto. Non finisce qua. La realizzazione di un nuovo centro per raccogliere altri 70mila cordoni costato circa 12 milioni di euro, non solo va ben oltre il fabbisogno nazionale stimato in circa 50-60mila cordoni, ma comporta una spesa non irrilevante per la sanità che grava sui conti pubblici per 120.000 euro al mese (per rate ai costruttori) ed in più 30.000 euro mensili per le spese di gestione. Ma di fatto la banca del cordone ombelicale resta ancora bloccata, malgrado non manchino le iniziative a favore del suo rilancio, quale unico centro regionale che tiene in serbo il futuro dell’essere umano.

Articolo pubblicato il 13 gennaio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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