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Rifiuti, pericoli e vandali senza freno benvenuti nel Parco di Cava d’Ispica
di Marcello Medica

L’area archeologica sembra abbandonata al proprio destino. Ecco come si uccide il turismo

Tags: Ragusa, Cava D'ispica



RAGUSA – Il tempo passa, ma i problemi restano irrisolti nel parco archeologico di Cava Ispica. La colpa è della scarsa attenzione degli Enti istituzionali competenti e dell’inciviltà di coloro che continuano a sporcare e depredare quel che resta delle infrastrutture realizzate, negli anni passati, con fior di quattrini pubblici.
Preoccupa soprattutto lo scempio in atto da parecchi anni nel versante Nord del Parco, in contrada Baravitalla, territorio di Modica, dove l’incuria, l’abbandono, il degrado, l’inciviltà e il vandalismo la fanno da padrona. Sin dall’ingresso della stradina che conduce all’area-parcheggio, è possibile notare l’abbandono costituto in primis dalla segnaletica distrutta e illeggibile tra i rovi che avvolgono i cigli stradali ancora da scerbare e dall’inesistenza di alcuna segnaletica che indichi il pericolo costituito dall’interruzione della strada da lì a poco per via del crollo del ponte di Baravitalla.

Articolo pubblicato il 13 gennaio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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