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Quotidiano di Sicilia

“Le mani della criminalità sulla protesta”
di Rosario Battiato

Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia: "Servono indagini approfondite". L’appello: isolate gli infiltrati. Bisonte selvaggio: il rischio di presenze mafiose è concreto, attenzione alle strumentalizzazioni

Tags: Movimento Dei Forconi, Sciopero, Tir, Vespri Siciliani, Pietro Grasso, Mafia



PALERMO – Quattro giorni di protesta e un'Isola che va lentamente soffocando nel blocco di tir, agricoltori e altre categorie che vanno aggiungendosi più o meno volontariamente. Nei telegiornali nazionali cominciano a giungere i servizi sulla manifestazione isolana, ma avanzano anche le prime ipotesi sulle infiltrazioni della criminalità organizzata. Così, mentre su blog e giornali impazzano le interpretazioni per assegnare virtualmente la paternità della protesta e certificare col bollino rosso i nemici, emerge il rischio che tra i tanti tentativi di strumentalizzazione della protesta ci sia anche quello, assai più concreto e pericoloso, della mafia.

Puzza di infiltrazione malavitosa aveva spiegato Confindustria Sicilia. Poi la macchia della preoccupazione si è allargata. Ne ha parlato anche Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo. “È un allarme al quale dovrà darsi la massima attenzione perché se Confidustria ha questo tipo di cognizione del problema la cosa è della massima serietà e non può essere trascurata”. A stretto giro è arrivata anche la conferma di Pietro Grasso. “Servono indagini approfondite -  ha spiegato il procuratore nazionale antimafia - per capire se dietro il movimento che in questi giorni sta paralizzando il commercio in Sicilia ci sia la criminalità organizzata”. L'impressione non è favorevole in quanto “in tutte le aree del Paese dove c’è una forte presenza criminale - ha aggiunto Grasso -, c'è il rischio che questa si possa infiltrare nei fenomeni sociali ed economici”.
 
Insomma denaro e ribellione sociale sono territori minati dove la malavita cerca sempre di piazzarsi. Preoccupazioni che hanno fatto breccia anche nell'amministrazione regionale. “Quando dodici organizzazioni di rappresentanza degli imprenditori e di categoria, le più importanti e con il maggior numero di associati – ha spiegato Pier Carmelo Russo, assessore regionale alle Infrastrutture - denunciano la possibile infiltrazione della criminalità nella protesta dei Tir, le istituzioni regionali hanno il dovere di esprimersi con chiarezza”.

Non giovano alla causa nemmeno le denunce arrivate da più parti (via twitter o sulla carta stampata) di commercianti obbligati a chiudere con minacce che in molti non hanno esitato a definire mafiose. “Le ragioni della protesta sono comprensibili -  ha spiegato Antonello Cracolici, capogruppo Pd all'Ars - ma il rischio che la situazione sfugga di mano è concreto”. Se non è già sfuggita da tempo.

La Coldiretti ha chiarito che “le infiltrazioni mafiose nei trasporti sono confermate dalle recenti operazioni di polizia nel commercio dell'ortofrutta i cui prezzi triplicano dal campo alla tavola anche per effetto delle 'strozzature' e 'anomalie' lungo la filiera”. Un meccanismo noto e vecchio. Certo non si può generalizzare “di fronte a una protesta così dirompente – ha spiegato in una nota Giacomo Terranova di Grande Sud, commissione trasporti di Montecitorio - che coinvolge numerose persone”. Sulla stessa il finiano Fabio Granata che spiega come in campo possano esserci personaggi poco raccomandabili ma che “la protesta va capita”.

In mezzo a tutti dubbi la protesta si allarga (ieri sera ha avuto uno spazio anche su Servizio Pubblico di Michele Santoro con collegamento da Caltanissetta ad opera di Sandro Ruotolo), anche ad altre categorie e politici di varia risma continuano a fare a gara per metterci il cappello sopra.
 

 
Il ministro Catania non vuole incontrare i manifestanti
 
PALERMO – Dal capoluogo regionale giunge qualche risposta alla protesta dei forconi, ma da Roma, altro polo verso cui si dirigono le rimostranze di tir e agricoltori, non ci sono ancora risposte concrete. Eppure dialogare col centro sarebbe essenziale. Lo conferma anche Giovanni Felice, presidente Confesercenti Palermo. “L'auspicio è quello di un dialogo col Governo, la situazione deve sbloccarsi”. Eppure, al di là di dichiarazioni di massima, non ci sono grandi avvicinamenti. “Mi è difficile attivarmi per un incontro diretto con gli agricoltori siciliani – ha spiegato Mario Catania, ministro per le Politiche agricole - che sono impegnati nelle proteste di questi giorni”. Secondo il ministro “c'è un problema di pressione fiscale” che il Governo deve assumere “nella sua collegialità”.
Sul fronte autotrasporto ha parlato Guido Improta, sottosegretario ai Trasporti, che, rispondendo ieri in Aula alla Camera ad una interpellanza urgente sugli autotrasportatori, ha spiegato come “il governo è al lavoro fin dal suo insediamento per mettere in campo misure che vadano incontro alla categoria degli autotrasportatori, a breve saranno formalizzati nuovi provvedimenti per il settore”. Sul banco delle trattative la questione degli aumenti del costo del gasolio e delle accise, dove il governo sta accelerando “rispetto agli anni scorsi, gli adempimenti burocratici necessari per il rimborso 2011 delle accise e, pertanto, le imprese di autotrasporto possono già presentare domanda per procedere alla compensazione”.
 

 
Crias approva 76 finanziamenti. Richichi minaccia altre proteste
 
PALERMO – “In attuazione all'art 68 della legge regionale n. 6/2009, - si legge in una nota della Regione dopo l'incontro di ieri di Palazzo d'Orleans -  che prevede aiuti agli autotrasportatori, grazie a un fondo economico con una dotazione iniziale di 15 milioni di euro, destinato a finanziare crediti di esercizio ed aiuti per gli investimenti, la Crias, l'ente controllato dalla Regione siciliana, con delibere del Presidente Rosario Alescio, ha autorizzato l'approvazione delle prime 76 richieste di finanziamento per complessivi euro 2,46 milioni di euro”.  Le operazioni di pagamento sono già in corso di esecuzione e nei prossimi giorni si darà vita alla scorrimento della graduatoria.
Intanto per oggi Pier Carmelo Russo, assessore alle Infrastrutture, ha fissato un altro incontro per la sottoscrizione del patto di legalità. Della modalità di prosecuzione della protesta ci sarà da discutere durante l'assemblea di ‘Forza d’urto’, dopo il quale il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, si è riservato di informare i siciliani delle “eventuali nuove forme di proteste”. Il governatore Lombardo ha promesso di chiedere un incontro al premier Monti “per affrontare gran parte delle richieste, come il costo della benzina, che non sono di nostra competenza”.

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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