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Da 1.000 a 2.000 € pro capite la perdita di Pil in tre anni
di Liliana Rosano

“Relazione generale sulla situazione economica del Paese” presentata da Monti a fine dicembre 2011. Riduzione di quasi tre punti in Sicilia, che rende più marcato il distacco dal Nord

Tags: Pil, Economia, Sicilia



PALERMO – Perde mille euro in tre anni il cittadino siciliano che da 14.256 € di Pil pro capite nel 2006 scende a 13.631 € nel 2009. Diminuisce il prodotto interno lordo della Sicilia negli anni, nel 2009 rispetto agli anni precedenti fino al 2006.
Sono i dati contenuti nella “Relazione generale sulla situazione economica del paese” del 2011, curata dal ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base dei dati Istat.

La Sicilia, nel 2009, registra una diminuzione del Pil del 2,9 rispetto al 2008.
In quest’ultimo anno invece, il Pil, sempre in diminuzione, segnala un -1,9 rispetto al 2007.

Più stabile invece e senza il segno meno, il prodotto interno lordo del 2007, che per l’Isola è pari allo 0,4 per cento. C’è da dire però che nel periodo preso in considerazione dal Rapporto (2000-2009) la  Sicilia presenta un tasso medio del Pil pari allo 0,2 % mentre invece nel triennio 2006-2009, il tasso medio del Pil è contrassegnato da un -1,5%.
La Sicilia, insieme alle altre regioni meridionali, presenta un certo distacco, riguardo al Pil, rispetto alle altre regioni del Nord, che si contraddistinguono per una maggiore produttività e ricchezza.

In termini di prodotto interno lordo per abitante per regione, i valori per la Sicilia sono pari a 14 milioni e 256 mila euro nel 2006.
Tale valore, diminuisce già nel 2007 fino ad arrivare a 14.318 milioni di euro.
Ancora un segno meno per l’anno 2008 e 2009. Nel primo caso, il Prodotto interno lordo è di 14.042 milioni di euro, mentre nel secondo caso si parla di 13.631 milioni di euro.

Tra le regioni in testa con il Pil più alto, troviamo la Provincia Autonoma di Bolzano, la Lombardia e la Valle d’Aosta. Però, Il cittadino lombardo da 27.836 € nel 2006 scende a 25.251 € di Pil pro capite nel 2009.

Anche queste regioni, dunque, hanno conosciuto nel triennio in questione, una diminuzione del prodotto interno lordo. Ad esempio, in Lombardia, il Pil  registra nel 2009 una variazione del-7,9 % rispetto all’anno precedente. Minore invece è la diminuzione per la PA di Bolzano che nel 2009 ha un -3,6 rispetto all’anno precedente.

Nel periodo 2000-2009, il Pil procapite del Mezzogiorno è calato dello 0,2 per cento, a fronte di una contrazione dello 0,7 per cento nel centro-nord. In parte anche perché lo sviluppo della struttura produttiva nei tre grandi settori (agricoltura, industria e servizi), è stato notevolmente differenziato tra Mezzogiorno e Centro-Nord.

Nel 2009 l’agricoltura ha rappresentato per il Mezzogiorno il 4,2 per cento del valore aggiunto e l’8,8 dell’occupazione, contro valori più contenuti per il centro-nord (rispettivamente 2,1% e 3,9 %). Anche nel settore terziario, le quote del valore aggiunto e dell’occupazione nel Mezzogiorno sono risultate superiori rispetto a quelle del centro nord (71,3 per cento e 67,o% rispettivamente).

Nell’intera Penisola, il valore del Pil è sintomatico di un periodo di ricchezza seguito da un periodo di diminuzione in termini di produttività. Infatti, se nel 2007 il valore del prodotto interno lordo era stimabile per 21.709 milioni di euro, nel 2008 si scende a 21.259, per finire poi nel 2009 al valore di 20.043.

Se il Pil è un vero e proprio indicatore della ricchezza e produttività, la fotografia consegnataci dal Rapporto mostra come questi valori siano nel tempo diminuiti a danno di un’economia che sembra arretrare su certi fronti.

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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