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Quotidiano di Sicilia

Interventi strutturali, oltre mille esuberi
di Stiben Mesa Paniagua

Analisi, dipartimento per dipartimento, dei dipendenti degli uffici periferici dell’Amministrazione regionale. La struttura, diretta da Barresi, conta con 1.634 unità di personale. In Lombardia sono 141

Tags: Regione Siciliana, Dipendenti



PALERMO – Proseguono gli appuntamenti del QdS dedicati al personale in esubero collocato presso gli uffici periferici dei vari dipartimenti della Regione Siciliana. È la volta degli Interventi strutturali per l’agricoltura che con i suoi 1.276 dipendenti impiegati nelle varie provincia, rappresenta il terzo dipartimento per numero di personale dislocato negli uffici periferici. A questi si aggiungono le 322 persone che lavorano negli uffici centrali e altre 36 in distacco o comando presso altre amministrazioni, per un totale di 1.634 unità di personale. Bene, facendo il confronto con la Lombardia si può notare come la Regione “meneghina” sia più virtuosa: ad occuparsi di agricoltura sono solo 141 unità regionali. Una differenza complessiva di 1.493 persone con la Sicilia, situazione che conferma, ancora una volta, perché la Regione Siciliana sia la prima in Italia per quanto riguarda il numero di stipendi da pagare a fine mese.

Dell’articolata questione se ne è parlato in un’inchiesta sul QdS del 22 dicembre scorso dal titolo: “Regione: 7 mila dipendenti inutili”. Dall’approfondimento – realizzato confrontando il numero del personale dislocato negli uffici periferici con quello corrispondente della Lombardia per la medesima funzione – emergeva sostanzialmente che per le stesse attività svolte in Lombardia da una sola persona, in Sicilia vengono impiegati 3 dipendenti. L’inchiesta considerava non solo il personale della Regione Lombardia ma anche il personale dipendente dallo Stato o da altri Enti impegnato nelle stesse funzioni sul territorio lombardo.

In Sicilia sono 17.561 i dipendenti a tempo indeterminato che ogni mese ricevono la busta paga dallo “stipendificio” della Regione. Di questi, ben 10.845 operano negli uffici periferici e, secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale per le Autonomie locali e la funzione pubblica Caterina Chinnici lo scorso 18 ottobre, svolgono funzioni in materie che nelle altre regioni sono svolte da personale dello Stato. Circostanza che non corrisponde sempre a verità come dimostrato dalla suddetta inchiesta e come questo approfondimento sul dipartimento regionale degli Interventi strutturali per l’agricoltura rimarca.

Il personale corrispondente in Lombardia, infatti, è regionale o provinciale ma non dipende da nessun ministero. Come chiarisce al QdS Miriam Mauri, responsabile Struttura, organizzazione e risorse, della direzione generale Agricoltura della Regione Lombardia: “Con legge regionale la Lombardia ha da tempo (1998) conferito alle Province e alle Comunità Montane funzioni amministrative riferite alla gestione della materia agricola (istruttorie, controlli, autorizzazioni, etc), mentre in capo alle Regione sono rimasti compiti di programmazione, indirizzo e coordinamento; prima di allora si operava con personale regionale in servizio nelle varie sedi territoriali”. Senza dubbio una decisione intelligente che è servita ad alleggerire le casse della Regione Lombardia, riducendo gli sborsi alla voce stipendi nel capitolo delle spese correnti. “Adesso la Direzione – spiega Mauri – ha in organico 141 dipendenti, compresi i dirigenti che operano tutti a livello centrale”.

In Sicilia gli stipendi da pagare invece rimangono tanti: i soli dipendenti degli uffici periferici del dipartimento diretto da Rosaria Barresi (1.276) sono 9 volte quelli della Lombardia. Questi sono ripartiti nei 9 Ispettorati provinciali per l’agricoltura: Agrigento 215, Caltanissetta 123, Catania 141, Enna 102, Messina 148, Palermo 149, Ragusa 113, Siracusa 101 e Trapani 184.
In Lombardia – territorio esteso quanto quello siciliano – si sceglie di conferire agli enti territoriali le funzioni territoriali, in Sicilia Mamma Regione preferisce continuare a pare stipendi a personale in eccesso. Tutto questo nonostante la crisi, e nonostante il momento storico richieda oculatezza nell’amministrare la cosa pubblica.
 

 
Le competenze territoriali le svolgono nove Ispettorati provinciali per l’agricoltura
 
Le competenze dei nove Ispettorati provinciali per l’agricoltura sono molteplici:
• Assegnazione corrispondenza alle Unità operative dipendenti.
• Raccordo e collaborazione con gli Uffici che si occupano dei controlli interni e di gestione e dell’attività propedeutica alla Valutazione della performance operativa presso la sede centrale del Dipartimento.
• Coordinamento attività Unioni Operative incardinate per le materie di competenza appresso suddivise per linee di attività  per singola Unità Operativa.
• Relazioni sindacali per la contrattazione decentrata.
• Rapporti con Magistratura ordinaria e speciale, organismi di polizia e prefettura
Questi uffici a loro volta sono supportati da diverse unità operative.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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