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Messina: è corsa contro il tempo per evitare il dissesto finanziario al Comune
di Francesco Torre

La Corte dei Conti ha fissato al 28 gennaio la data ultima per adottare indispensabili misure correttive. Novità per Imu, Tarsu, Tassa di soggiorno e tagli ai costi della politica



Tags: Messina, Corte Dei Conti, Imu, Tarsu, Serit



MESSINA - Il re è nudo. “Il Comune si trova in una grave situazione di carenza di liquidità di cassa e rischia di non poter garantire neanche i servizi essenziali come lo smaltimento dei rifiuti, il trasporto pubblico, l’erogazione dei servizi sociali e il pagamento delle retribuzioni agli oltre 1.700 dipendenti comunali”.

Eccolo, il fantasma del default, materializzatosi infine in una lettera del sindaco Giuseppe Buzzanca al premier Mario Monti, al ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, al prefetto Francesco Alecci e al presidente della Regione Raffaele Lombardo. Come a dire, nessuno da ora in poi potrà più nascondere la polvere che fino a questo momento si cercava di spostare sotto il tappeto: il dissesto del Comune di Messina è alle porte.

Prova ne è lo sforamento del Patto di stabilità, ormai una certezza, e gli sforzi che con disperazione (anche se si poteva certamente agire per tempo) Palazzo Zanca sta facendo per aumentare gli introiti e diminuire le spese. Il conto alla rovescia, d’altra parte, era già iniziato da tempo, e portava la deadline del 28 febbraio: la data, cioè, in cui scadranno i tempi dettati dalla Corte dei Conti per adottare misure correttive, in assenza delle quali – anche alla luce delle novità introdotte con il federalismo fiscale – la Corte potrebbe d’imperio dichiarare il dissesto. Qui di seguito, tutti gli strumenti – alcuni veramente odiosi – che la Giunta sta mettendo in atto per evitare il default.

Trasferimenti statali e regionali. Sono il motivo della lettera di cui sopra. Il Comune attende ancora il saldo del contributo statale 2011 (6,2 mln di euro), la prima rata per il 2012 (quasi 31 mln) e anche il saldo del contributo regionale 2011 (3,5 mln). Ma né a Palermo né a Roma i soldi sembrano esserci.

Tagli alla politica. La riduzione del 30% al sindaco e, a cascata, per tutti gli organi politici comunali era dettata dal mancato rispetto del Patto di stabilità. Nessuna volontà locale, dunque, solo una scelta subita, che però produrrà ingenti risparmi, come possiamo vedere nella tabella che pubblichiamo a margine dell’articolo.

Tassa di soggiorno. È il segno che il Comune è alla frutta. La Giunta l’ha già approvata e porterà alle casse comunali un massimo di 5 euro a notte per turista. Ancora si attende il parere del Consiglio, ma a parte le scarse prospettive di introiti, è una scelta che penalizza tutto un settore – quello turistico – già di per sé in crisi.

Imu e Tarsu. Casa e rifiuti, i due principali strumenti di incasso per tutti gli enti locali. Nel primo caso si beneficerà dell’estensione decisa dal Governo Monti. Nel secondo si vedranno le aliquote aumentare del 5%. E saranno dolori per tutti.
Stop alle spese. Almeno fino all’approvazione del previsionale 2012 (prorogata al 31 marzo) i cordoni della borsa di Palazzo Zanca rimarranno chiusi.
Basterà questo per salvare il Comune dal dissesto?
 

 
La sorpresa. Due milioni accreditati dalla Serit

MESSINA - Abbiamo riferito principalmente dei tagli e dei trasferimenti, ma sul fronte delle entrate interne come si prova ad agire? Qualche giorno fa il QdS ha pubblicato una tabella che mostra come i Comuni siciliani non siano in grado di incassare decine di milioni di euro dalle sanatorie edilizie (ma anche dalle opere di urbanizzazione). Stiamo attendendo i dati dal Dipartimento Urbanistica di Palazzo Zanca per capire quanto anche a Messina si potrebbe recuperare subito da questo capitolo e li pubblicheremo quanto prima.
Per il resto, c’è la Serit, con cui il Comune sta aprendo un contenzioso. È di 62 mln il credito vantato per tributi da riscuotere, e dopo le minacce di un esposto alla Procura da parte del dirigente comunale ecco quello che non ti aspetti: 2 mln cash sul conto corrente solo per i primi 20 giorni del 2012. Se si continuasse così per il resto dell’anno, Buzzanca potrebbe forse dormire sonni tranquilli. Processi e doppio incarico permettendo.

Articolo pubblicato il 17 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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