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LÂ’energia prodotta dalle rinnovabili aiuta a raggiungere gli obiettivi
di Bartolomeo Buscema

Protocollo di Kyoto: nel quadriennio 2008-2011 l’Italia ha accumulato debiti per 700 milioni di euro. Bene la politica sulla forestazione, occorre concentrare gli sforzi sull’efficienza

Tags: Energia, Rinnovabili



CATANIA - Tra i tanti debiti italiani, c’è anche quello legato al taglio delle  emissioni inquinanti in atmosfera che sono all’origine di alcuni dei problemi ambientali considerati prioritari ormai in tutte le sedi nazionali e internazionali: cambiamenti climatici, buco dell’ozono nella stratosfera, aumento dell’ozono troposferico, piogge acide.

In Italia, l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in qualità di National Reference Centre dell’Agenzia Europea per l’ambiente, provvede al censimento nazionale delle emissioni in atmosfera che viene correntemente utilizzato per verificare il rispetto degli impegni che l’Italia ha assunto a livello internazionale sulla protezione dell’ambiente.

La nostra Nazione nel quadriennio 2008-2011 ha accumulato un debito di oltre 700 milioni di euro per il mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Se, però, si conteggia anche la quota attribuita all’Italia per la forestazione il debito, si ridurrebbe a 300 milioni di euro.

Si tratta di un debito più contenuto rispetto agli anni passati, legato ai positivi risultati raggiunti sul fronte dell’efficienza e delle fonti rinnovabili specialmente l’energia fotovoltaica, che ci vede tra i primi al mondo per potenza installata, l’energia eolica e i biocombustibili. Anche se non possiamo sottacere l’effetto di riduzione delle emissioni addebitabili alla presente crisi economica.

Quanto all’efficienza energetica, purtroppo, si è fatto poco. Va meglio con la produzione elettrica da energia  rinnovabile che nel quadriennio (2008-2011) che ha determinato una riduzione di circa il 40% del totale della riduzione delle emissioni climalteranti, rispetto al 1990, assegnate alla nostra Nazione.

Ricordiamo che l’obiettivo assegnato all’Italia, come media nel periodo 2008-2012, è di 485 mega tonnellate (Mt) di anidride carbonica equivalente, cioè meno 6,5% rispetto alle 519 Mt del 1990.
Nel 2008 le emissioni climalteranti avevano raggiunto quota 542 Mt, mentre una prima stima sui valori del 2011, indica emissioni per 486 Mt, abbastanza in linea con la media del periodo 2008-2012.
Quest’anno, che è l’ultimo del periodo di Kyoto, si prevede un nuovo calo considerevole delle emissioni climalteranti connesse proprio all’aumento della produzione di elettricità da fonte rinnovabile.

Tutto sommato, con molta probabilità e con qualche sforzo in più riusciremo a far fronte agli impegni del protocollo di Kyoto. Ma il vero nodo è se ci sarà un dopo Kyoto. Le premesse, purtroppo, non sono tanto favorevoli.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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