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Quotidiano di Sicilia

Amianto, più forza alla sorveglianza
di Rosario Battiato

Sicilia, Calabria Trentino e Valle d’Aosta le regioni a non aver effettuato il censimento dei siti da bonificare. Il provvedimento dell’assessorato regionale alla Salute arriva in Gazzetta ufficiale

Tags: Amianto



PALERMO – L’amianto è tornato prepotentemente di “moda”. La sentenza che ha condannato gli ex vertici dell’Eternit ha nuovamente posto sotto i riflettori la diffusione del pericoloso minerale in Italia, dove esistono ancora diversi siti da bonificare. La Sicilia, tra le poche realtà nazionali assieme alla Calabria, Trentino e Valle d’Aosta, è ancora in deficit anche per l’assenza di una mappatura complessiva del territorio regionale. La buona notizia arriva dall’assessorato regionale della Salute che ha rafforzato la sorveglianza sui rischi derivanti dalla esposizione all’amianto pubblicando sulla sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana le linee guida sulle misure di protezione della salute dei soggetti che lavorano a stretto contatto con l’amianto (bonifica di aree, rimozione o manutenzione).

Il documento prende spunto dal testo unico di legge relativo alla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs. 81/08) e stabilisce in maniera omogenea su tutto il territorio regionale una serie di azioni a carico delle Asp o delle aziende coinvolte in attività di manutenzione e rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto, o di smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti.
 
Proprio le imprese, prima di intraprendere i lavori, e anche d’intesa con i proprietari dei locali, dovranno individuare l’eventuale presenza di materiali a potenziale contenuto d’amianto e adottare le misure preventive per garantire la sicurezza dei lavoratori. Previsto anche un “piano di lavoro” per i lavori di demolizione o rimozione dell’amianto, che l’azienda, almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori, dovrà trasmettere ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro delle Asp (Spresal) per illustrare - secondo quanto previsto dalle linee guida - le misure di sicurezza da assumere a garanzia dei lavoratori e dell’ambiente esterno.

Per ottenere la “certificazione di restituibilità di ambienti bonificati dall’amianto in matrice friabile”, necessaria ad attestare che le aree interessate possono essere rioccupate, dovrà essere redatta apposita istanza da indirizzare agli Spresal. Le linee guida sottolineano anche l’importanza della sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti.

Tra le novità delle linee guida pubblicate sulla Gurs ritroviamo anche il “Registro regionale dei soggetti abilitati alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell’amianto”, consultabile in qualunque momento via internet, costituito presso il Servizio “Tutela della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro” del dipartimento Attività sanitarie dell’assessorato regionale della Salute.

Secondo una nota della Regione si sottolinea “il ruolo strategico della formazione dei lavoratori adibiti ad attività di demolizione o rimozione di materiali contenenti amianto, i quali devono frequentare specifici corsi di formazione professionale”.
Il fallimento delle tre commissioni regionali amianto non ha impedito all’assessore regionale per la Salute Massimo Russo di costituire nei mesi scorsi uno specifico gruppo di lavoro, guidato da Antonio Leonardi, chiamato a occuparsi dei temi connessi alla salute e sicurezza sul lavoro tra cui quelli derivanti dalla presenza di amianto nei luoghi di lavoro.

Articolo pubblicato il 19 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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