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Infanzia, in Sicilia i servizi latitano e l’occupazione femminile crolla
di Patrizia Penna

Viaggio in Sicilia per Anna Maria Serafini, vicepres. Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza. Fruizione degli asili nido pubblici ferma al 5%. La media nazionale è del 12%

Tags: Anna Maria Serafini, Infanzia, Adolescenza



PALERMO - “Il tasso di povertà minorile in Sicilia è il più alto d’Italia e si attesta al 44 per cento ed anche il tasso di dispersione scolastica è tra i più elevati: nel capoluogo siciliano nella scuola elementare è dell’1,01% rispetto a quello nazionale (0,55%), alle medie del 10,56% (8,6%), alle superiori del 16,52% (15%). In Italia, inoltre, la percentuale media di frequentazione degli asili nido è del 12 per cento, mentre l’Europa ci chiede il 30 per cento. Ci sono anche città come Torino che si attestano al 40 per cento e sono vicine alle città del Nord Europa, ma città come Palermo che sono lontane persino dalla media nazionale. Dove ci sono nidi aumentano anche il tasso di occupazione femminile e quello di natalità. La Regione Siciliana dovrebbe investire più risorse in questo ambito”.

Lo ha detto la vicepresidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Anna Maria Serafini, al termine di due giorni di incontri a Palermo, nel corso di una conferenza stampa in Prefettura.
Anna Maria Serafini e la senatrice Giuliana Carlino, componente della commissione, hanno visitato nei giorni scorsi la scuola Falcone, nel quartiere dello Zen, e hanno riscontrato la disponibilità degli insegnanti ma una “grande carenza di strutture”.

Il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, intanto, è stato informato della situazione scolastica palermitana e più in generale siciliana ed in tal senso sono state già individuate delle proposte: un piano specifico contro la dispersione scolastica per le zone a rischio, medici scolastici nelle zone a rischio, incentivi economici per gli insegnanti, un potenziamento del sistema di controllo e monitoraggio contro gli atti vandalici nelle scuole.

A ciò si aggiunga la richiesta alla Regione siciliana avanzata dalla stessa Serafini, di utilizzare i fondi sottratti alla mafia per i servizi all’infanzia.
Il ministro Profumo verrà a breve in Sicilia e da lui si attendono interventi specifici e risolutivi.
Serafini ha inoltre chiesto al Commissario del Comune di Palermo, Luisa Latella, “di prorogare i servizi all’infanzia e all’adolescenza fino alle elezioni, affinché non ci siano vuoti istituzionali”

“Dall’altro lato - ha aggiunto Serafini - abbiamo chiesto e ottenuto dalla Regione un impegno a varare la legge sul Garante per l’Infanzia che, essendo un’Authority indipendente dal potere politico, costituirà uno strumento indispensabile per assicurare una politica continuativa sull’infanzia. Poi c’è la modifica della legge 22. Dobbiamo scrivere i servizi essenziali sull’infanzia e l’adolescenza senza cui nessuna legge può decollare e si andrebbe avanti a scatti e con finanziamenti a macchia di leopardo discontinui. I diritti fondamentali non possono avere incertezza. Noi ci muoveremo per una legge quadro nazionale suoi diritti dell’infanzia e dell’adolescenza cosi’ come vorremmo che la Regione siciliana abbia in piano sull’infanzia e sull’adolescenza.
 
Quando ci sono situazioni di crisi tutta la struttura diventa più fragile. Quando non si sostengono i servizi all’infanzia e all’adolescenza c’è una possibilità maggiore di varcare la soglia della legalità In momenti come questo di crisi bisogna avere politiche forti per l’infanzia e l’adolescenza, altrimenti ciò che sembra un risparmio oggi lo pagherà il Paese. Un Paese che non è in grado di difendere i bambini per il loro futuro è un Paese che non cresce e che non ha futuro”.

La notizia di un disegno di legge pervenuto alla Camera che abolisce il Dipartimento della giustizia minorile non ha di certo reso felice Serafini che lo ha definito “un errore gravissimo”. “Bisogna comprendere - ha commentato Serafini - che il settore della giustizia minorile è decisivo per allontanare i ragazzi da un circuito criminale e per recuperarli quando vengano coinvolti. Ai ragazzi vanno date chance in continuità. L’istituto ha dato buoni risultati nel 90 per cento dei casi e non c’è recidiva”.

E poi ancora: “Torneremo in Sicilia dopo le elezioni amministrative”, ha puntualizzato il commissario - , abbiamo assunto degli impegni con la Regione Sicilia su alcuni temi in particolare, il primo è il cambiamento della legge quadro 22”.

Articolo pubblicato il 23 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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