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Alitalia-Wind Jet-Blu Panorama, un attentato alla concorrenza
di Giuliana Gambuzza

La fusione delle tre compagnie farà levitare i prezzi dei biglietti per i siciliani

Tags: Aeroporto, Fontanarossa, Punta Raisi, Alitalia, Windjet, Blue Panorama, Concorrenza



PALERMO - Non è trapelato ancora nessun dettaglio sull’integrazione di Alitalia, Wind Jet e Blue Panorama, siglata alla fine di gennaio con due protocolli d’intesa. I consumatori aspettano ora che a pronunciarsi sia l’Antitrust.
Fino a un paio di settimane fa, sul tavolo del suo presidente, Giovanni Pitruzzella, non era arrivata alcuna richiesta ufficiale di autorizzazione da parte delle tre compagnie aeree in affari.

È un attesa col fiato sospeso, quella dei cittadini. Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori e Veroconsumo sono solo alcune delle associazioni dei consumatori che, messe in allarme dalla notizia della fusione, si sono lanciate in una serie di comunicati stampa in cui fanno appello alle autorità siciliane affinché si rivolgano direttamente all’Antitrust.
E se lo stato d’allerta è condiviso dalla stessa Regione Siciliana, al pericolo che il progetto potrebbe rappresentare per le tasche di isolani e turisti c’è proprio da credere.

“L’aspetto che preoccupa di questa fusione – ha dichiarato ai nostri microfoni Marco Salerno, dirigente del Dipartimento regionale Sport, Turismo e Spettacolo – è il possibile danno che potrebbero avere gli utenti con l’eventuale ritocco al rialzo delle tariffe, nonostante Wind Jet si sia sempre contraddistinta come compagnia che è venuta incontro e ha interpretato veramente i concetti del low cost”.

Daniele Tranchida ci spiega così la posizione del suo Assessorato regionale, quello al Turismo: “Finora ci sono state anche tariffe abbastanza competitive e un numero di voli che, per certi versi, è semisufficiente e comunque potrebbe essere aumentato in determinati periodi. Non vorremmo che quest’accordo fosse un’ulteriore operazione tesa ad emarginare ancora di più, ancora una volta, la Sicilia. Soprattutto visti i precedenti di Trenitalia, che è andata a sopprimere queste tratte di lunga percorrenza da e per la Sicilia”.

Alla decisione di Trenitalia, che dal 2005 a oggi ha tagliato ben 46 treni su 56 (l’82%) in partenza da e per il Nord, si somma una serie di altri fattori che rende decisamente concreto il rischio isolamento per i siciliani. “La rivolta dei Forconi – spiega Tranchida – ha in qualche modo evidenziato l’aumento del prezzo della benzina e il fatto che, ad esempio, in Sicilia ci sia in media il prezzo più alto del carburante rispetto a tutte le altre regioni italiane”.
Senza contare poi l’impennata subita del pedaggio autostradale, salito nel 2010 di un millesimo di euro a chilometro, a cui va aggiunto l’1% dell’Iva.

Qual è, dunque, la strategia di Palazzo d’Orleans per impedire che l’isola venga ulteriormente penalizzata? “Abbiamo chiesto alla presidenza Alitalia un incontro, perché non vorremmo che fossero pregiudicate anche le prospettive turistiche dell’isola, il che apporterebbe un danno consistente all’economia della regione”.
Niente esposto all’Authority per la Concorrenza dunque, almeno per il momento.
 

 
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Nel mondo degli affari, una cortina di nebbia è calata sui rischi che la fusione comporterebbe per i passeggeri in termini di numero di tratte e prezzi dei biglietti: finora, infatti, nessuna delle tre compagnie aeree in ballo ha affrontato direttamente la questione. In ogni caso, numerose tratte verrebbero di fatto gestite dalla sola Alitalia, seppure con marchi diversi, il che costituirebbe una minaccia per la concorrenza, che è invece essenziale a garanzia del risparmio del consumatore. È già successo altre volte: ridotta la concorrenza tra aziende, per l’utente è diminuita l’opportunità di pagare prezzi più bassi, perché c’erano meno opzioni tra cui scegliere. Un esempio? In un recente studio sulle probabili ripercussioni tariffarie dell’integrazione Alitalia-Wind Jet-Blue Panorama, Federconsumatori ha calcolato che con Alitalia fare un viaggio di andata e ritorno Palermo-Napoli viene a costare circa 225€, cioè quanto un volo Alitalia in partenza da Palermo, ma con destinazione Londra o una capitale del Nord Europa. Nella stessa tratta prima c’era anche Air Italy che, operando in code sharing, garantiva un minimo di concorrenza; prima, appunto, di confluire in un’altra compagnia, Meridiana.

Articolo pubblicato il 23 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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