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Senza interlocuzione si limita lo sviluppo
di Desirée Miranda

Forum con Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente Confindustria Catania

Tags: Domenico Bonaccorsi Di Reburdone, Confindustria



Qual è il panorama dell’imprenditoria catanese?
“Confindustria Catania rappresenta oggi oltre 900 tra imprese associate ed unità locali, quasi 25 mila dipendenti ed un fatturato che supera i 3 miliardi di euro. Siamo diventati la prima territoriale del mezzogiorno dopo Napoli. Da questo punto di vista, quindi le cose vanno abbastanza bene, anche perché in tempi particolari di crisi l’associazionismo ha una sua valenza. Abbiamo anche avuto un incremento in associazioni del 10%. Certamente viviamo in un periodo di crisi non facile. Soprattutto per il mercato immobiliare e manifatturiero. Altri settori hanno trovato uno sbocco alternativo, come chi esporta o il settore hi tech. Per il fotovoltaico, invece c’è un momento di recessione. Forse ha peccato di ottimismo ed esagerato le capacità produttive. Certo c’è ancora un certo movimento, ma un po’ meno rispetto a passato”.

Quali sono le maggiori criticità che limitano lo sviluppo delle attività?
“Ciò che manca principalmente è l’interlocuzione. Gli enti locali sono sempre più in difficoltà finanziaria, hanno di certo trasferimenti ridotti. È come un bomba pronta ad esplodere. Bisognerebbe che ogni impresa chiedesse agli enti di cui è creditrice un elenco di fornitori con i tempi di pagamento per avere quanto meno la certezza del rientro del credito. Gli enti, però, sono un po’ restii a dare questa certificazione. Per questo si spera che intervenga il governo centrale, anche se credo che l’idea del pagamento parziale attraverso i buoni del tesoro sia tramontata perché aumenterebbe il debito pubblico. Oggi abbiamo un pachiderma burocratico che è un po’ uno strangolamento eccessivo dell’economia, soprattutto isolana. Ciò nonostante le imprese nostre associate sono vivaci e combattive, in particolare Catania”.

Cosa potrebbe fare il governo regionale e gli enti locali per favorire lo sviluppo?
“Tanto per cominciare si dovrebbero utilizzare i fondi europei. È un vero spreco, ma sembra che il nostro caro presidente voglia trovare un tavolo di raccordo per investire, promuovere e fare tutto quello che crea l’attraibilità per gli investimenti. Servono servizi, infrastrutture che funzionino e tanto altro. Il mondo della politica è lontano dal mondo delle imprese, i tempi di attesa sono troppo lunghi. Finalmente dopo tanti anni è stata fatta la riforma delle asl, speriamo che porterà vantaggi immediati nelle casse regionali. È stato quantificato in tre o quattro miliardi di euro. Abbiamo aspettato tanto per averla e tutte queste sono risorse che si buttano, occupazione che si perde. Legalità, infrastrutture e sicurezza è quello che dovrebbe attirare gli investimenti e aiutare le imprese”.

Quali sono gli obiettivi per il 2012?
“Ho presentato il bando Inail 2011, che destina oltre 16 milioni di euro per le imprese che vogliono investire per migliorare le condizioni di sicurezza. È un’occasione perché per Catania ci saranno circa tre milioni di euro. Purtroppo siamo i primi in classifica in Sicilia nei casi di infortunistica. È vero che da noi ci sono molte attività, anche grosse, e per questo si è più esposti, ma rimane il fatto che abbiamo questo primato negativo. È calata la mortalità, ma gli incidenti sono ancora tanti. E poi siamo in piena campagna elettorale. Ad aprile si riunisce la giunta per proporre un candidato e a maggio l’assemblea voterà il nuovo presidente. Abbiamo deciso di andare uniti al Sud, tutti hanno aderito. Siamo compatti. Infine organizzeremo presto una giornata per le reti d’impresa a Catania. Ma non ci fermeremo qui”.
 
Molti i risultati del 2011. Facciamo qualche esempio?
“È vero abbiamo molto lavorato per i nostri associati con accordi e convenzioni. Accordo con Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla detassazione degli straordinari. Consente l’abbattimento della tassazione al 10%, relativamente alle quote di reddito riconosciute ai lavoratori a fronte di incrementi di produttività.
Intesa tra piccola industria e notariato. L’accordo siglato dal Comitato Piccola Industria e dai Consigli notarili di Catania e Caltagirone prevede consulenza gratuita, consulenza interpretativa sull’applicazione di specifiche normative aziendali, l’impegno del notariato a praticare costi ridotti per le imprese associate.
Sportello virtuale Serit Sicilia. Dialogo con il fisco più semplice e veloce per le imprese associate.
Sportello Fondo Italiano di Investimento. Confindustria Catania è anche sede dello sportello del Fondo.
Sportello Reti D’impresa. Per chi vuole stipulare il “Contratto di Rete” creando una filiera con attività tra loro integrate, usufruendo di vantaggi.
Convenzioni con la Camera di Commercio di Catania. Confindustria Catania è abilitata al rilascio dei certificati di iscrizione alla Camera di commercio, dei certificati antimafia e della Pec.
Poi c’è anche l’informatel, il Protocollo con Fidimpresa, il Comitato per l’imprenditoria femminile e tante iniziative sulla trasparenza e sulla legalità”.
 

 
Curriculum Domenico Bonaccorsi di Reburdone
 
Nato l’8 febbraio del 1948, Domenico Bonaccorsi di Reburdone, dopo aver frequentato la facoltà di Economia e Commercio alla Sapienza di Roma, si occupa dell’azienda agricola di famiglia, nei pressi di Pachino. Dal 1988 è il presidente delle Acque di Casalotto, impresa fondata da un suo avo nel 1870. Dal 1999 al 2001 è stato vice presidente degli industriali di Catania e dal febbraio 2009 ne è diventato il presidente. È componente del Comitato Centrale per il Mezzogiorno di Confindustria e dal 9 aprile 2010 è anche vice presidente di Retimpresa.

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente Confindustria Catania
Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente Confindustria Catania