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Quotidiano di Sicilia

Rigassificatore Melilli, il presidente Lombardo dice “No”
di Rosario Battiato

La Ionio Gas ci prova dal 2006, ma il territorio non è mai sembrato particolarmente favorevole. Alla luce della pericolosità della struttura in rapporto all’alta sismicità dell’area

Tags: Rigassificatore, Melilli, Raffaele Lombardo



PRIOLO (SR) – Il Rigassificatore di Melilli è entrato da qualche mese nella sua ultima fase procedurale. Da Palermo la Ionio Gas, la joint venture tra Erg e Shell al 50% che dovrebbe costruire l’impianto, attende, battendo talvolta anche i pugni via Confindustria, la firma di Raffaele Lombardo sul decreto attuativo. Un paio di giorni fa, come ha riportato la Gazzetta del Sud, in occasione di un intervento ad un convegno a Priolo, il governatore ha gelato gli industriali ribadendo come altre Regioni “per opere di questa importanza” abbiano preso più tempo per dire “no”. Un ragionamento ponderato, quello di Lombardo, anche alla luce della pericolosità della costruzione in rapporto all’alta sismicità dell’area del triangolo della morte, e alle preoccupazioni espresse da cittadini, ambientalisti e autorevoli studiosi.

La Ionio Gas ci prova dal 2006, ma il territorio non è mai sembrato particolarmente favorevole. Il consiglio comunale ha di recente rifiutato le compensazioni offerte dal gruppo e la città si era già espressa contrariamente nel referendum consultivo del 2007. Da qualche mese, inoltre, la battaglia intrapresa da cittadini e ambientalisti si è anche sposata con l’azione di un gruppo di studiosi, capeggiati da Alessandro Martelli dell’Enea, che sta lavorando su una normativa nazionale, attualmente assente, che obblighi i petrolchimici a predisporre e documentare adeguate strutture antisismiche. A tutto questo si aggiunge la lunga lista di prescrizioni che la Regione aveva predisposto nell’ultima conferenza dei servizi del 2009. Anche le autorizzazioni del ministero dell’Ambiente, ben lungi dall’essere fonte di sicurezza per il territorio, erano state fortemente sponsorizzate dell’ex ministro siracusano Stefania Prestigiacomo che ha usato l’impianto come clava politica per colpire Lombardo.
 
E ha ragione da vendere il governatore quando dichiara che in tal senso non si possono fare “sconti in materia di sicurezza”. Perplessità in tal senso avevano espresso la settimana precedente in un convegno ad Augusta illustri docenti delle università catanesi, tra cui Nunzio Scibilia, professore di ingegneria civile e ambiente dell’Università di Palermo, e anche Salvatore Cocina, ex dirigente regionale della Protezione civile e attualmente commissario straordinario dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, in merito alle contraddizioni della costruzione: la presenza in un’area ad elevata sismicità e lontano da Mazara del Vallo e Gela dove già arrivano i gasdotti dall’Africa.

Non se ne vedono neanche i vantaggi: a Porto Empedocle l’Enel consegnerà al Comune opere e denaro per circa 50 milioni di euro; a Melilli, Priolo e Augusta, invece, ai tre Comuni siracusani la Ionio Gas darà misure compensative pari a circa 43 milioni di euro.

Le parole di Lombardo, del resto, rispecchiano una verità diffusa sul territorio nazionale. Il 14 febbraio scorso il Consiglio Comunale di Trieste ha votato contro la costruzione del rigassificatore dell’impresa Gas Natural a Muggia e Trieste, dove vi sono i resti non bonificati dell’ex raffineria L’Aquila. A Priolo non solo c’è un Sin (Siti di interesse nazionale) che deve ancora essere largamente bonificato, come dimostrano gli ultimi dati dell’Arpa, ma, inoltre, insistono ben sette impianti a rischio incidente rilevante.

Articolo pubblicato il 28 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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