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Crisi, domani si marcia per lo sviluppo
di Stiben Mesa Paniagua

La manifestazione è stata organizzata di comune accordo dalle varie associazioni di categoria e dai sindacati. Lo Bello: “Non vogliamo che ci sia la politica ma vogliamo risposte concrete nelle sede istituzionali”

Tags: Crisi, Economia, Ivan Lo Bello, Sviluppo, Sindacati



PALERMO – “La Sicilia produttiva marcia per il lavoro e lo sviluppo”. È questo il nome scelto per la manifestazione organizzata da Confindustria, Confcommercio, Cna, Confesercenti, Confartigianato, Cia, Confagricoltura, Confapi, Casartigiani, Claai, Confcoperative, Legacoop, Unicoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che domani si svolgerà per le vie di Palermo.

E quali sia l’obiettivo dei manifestanti lo spiega in una nota Salvatore Puglisi, segretario regionale Confartigianato imprese: “La manifestazione di domani, che vede per la prima volta in Sicilia le associazioni di impresa, i sindacati, i lavoratori e i giovani insieme, ha come obiettivo primario il lavoro. La regione è ferma, bloccata, immobilizzata dal rimpallo di responsabilità fra i due governi, nazionale e regionale, per le risorse comunitarie non spese. A noi poco importa chi le spenderà, ma basta che le spendano ed avviino tutta una serie di lavori, già appaltati ma fermi”.

Gli fa eco Confindustria, nella persona del presidente, Ivan Lo Bello: “Questa manifestazione nasce da una volontà corale molto forte tra associazioni di categoria e sindacati, sulla scorta di molte altre manifestazioni fatte in passato. Il punto fondamentale è che le parti sociali hanno raggiunto la consapevolezza della fine di un sistema, fatto di clientelismo e sprechi che non portano a nessuna crescita. La Sicilia – ha aggiunto – non cresce da anni, i giovani sono senza lavoro, le famiglie sulla soglia della povertà, le imprese chiudono. Assistiamo a fenomeni migratori. Non si fanno investimenti. Bisogna quindi sostituire quella che è stata una cultura assistenziale e clientelare ad una cultura della crescita. Questa crescita la fanno le imprese ed i lavoratori”.

C’è grande voglia di cambiamento. In un periodo di crisi  come quello attuale non rimanere con le mani in mano diventa un dovere di tutti i cittadini. “Mi piacerebbe – ha proseguito Lo Bello – che a marciare il primo marzo ci fossero i lavoratori e le imprese. Non vogliamo che ci sia la politica, ma non per un giudizio negativo. In questo momento vogliamo risposte concrete nelle sede istituzionali. Sarà una manifestazione per la Sicilia. Noi non siamo contro nessuno, ma vorremmo spingere la politica a intervenire. Bisogna far capire a questa classe politica che deve mutare per salvare la Sicilia e per salvarla bisogna anche una visione moderna delle parti sociali, che adesso c’è”.

Trovare sindacati e associazioni di categoria uniti a manifestare non è una cosa comune. Ma la situazione di stasi sembra essere tale da aver portato all’esasperazione tutti. Lo conferma Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia. “Tre anni di proposte, – dice – ora in piazza per la prima volta assieme, sindacati e imprese. La situazione è straordinaria e per questo chiediamo a governo e Ars di varare rapidamente un piano straordinario per il lavoro e lo sviluppo. Non chiediamo misure assistenziali né contributi a pioggia, piuttosto provvedimenti anti-crisi selettivi, che finora abbiamo atteso invano, che attraggano investimenti, promuovano innovazione, creino lavoro soprattutto giovanile”. D’accordo anche Mariella Maggio, segretario della Cgil Sicilia. “In un momento drammatico come quello che vive la Sicilia, la marcia per il lavoro organizzata da sindacati e imprese assume un significato importante. La situazione è ormai insostenibile e noi chiediamo alla Regione di svegliarsi e di mettere in campo un piano straordinario per il lavoro e lo sviluppo”.

Articolo pubblicato il 29 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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