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Garage ed esenzione dalla Tarsu, si paga solo se si producono rifiuti
di Giuseppe Grassia

Sentenza della Commissione tributaria della Sicilia. Ma ci sono dei distinguo

Tags: Garage, Tarsu



PALERMO - In molti mi hanno chiesto: “È vero quello che ho letto sui giornali? Non si paga più la tassa sui rifiuti relativa ai garage?” Il riferimento è alla notizia apparsa sulle quattro sentenze della Commissione tributaria regionale della Sicilia che ha dato ragione ad alcuni contribuenti, assistititi dal CODACONS Sicilia, sulla non tassabilità dei garage poiché non produttivi di rifiuti.

Personalmente andrei cauto. Rimango dell’opinione che bisogna valutare caso per caso. Infatti, la esenzione dalla Tarsu per mancata produzione di rifiuti è un principio generale che si evince dalla stessa legge istitutiva e precisamente all’art. 62: “Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.”
 
E questo vale anche per un’abitazione, quando sia di fatto non abitata. Ho letto anche un riferimento alla circolare del Ministero delle Finanze, la n. 95/e del 1994 per la quale “devono considerarsi esclusi dal calcolo della superficie rilevante… quei locali il cui uso è del tutto saltuario ed occasionale e nei quali comunque la presenza dell’uomo è limitata temporalmente a sporadiche occasioni ed a utilizzi marginali”, ma è anche vero che lo stesso Ministero qualche anno più tardi chiarirà in una risoluzione il senso delle parole “la circolare n. 95/E, nel menzionare quale causa limite di esclusione la presenza “sporadica” dell’uomo, deve intendersi riferita a superfici caratterizzate da usi meramente occasionali e nettamente distanziati nel tempo e pertanto diversi da quelli domestici, peraltro non obiettivamente rilevabili nella loro frequenza ed "intensità”.

Nella nostra esperienza comune i garage non sono sempre un luogo dove si ripone l’auto e basta, ma spesso sono veri e propri locali dove sistemiamo di tutto: da quello che non ci serve in casa alla spesa non deperibile. Talvolta sono dei veri e propri laboratori dove ci rilassiamo con dei lavoretti di bricolage. In questo caso si può continuare a parlare di improduttività di rifiuti? Quindi se utilizziamo il garage solo per riporre l’auto e non c’è la luce o altre utenze e non lo si usa come ripostiglio pertinenziale facciamo presente al Comune le circostanze di non utilizzabilità del locale garage.

La sentenza comunque ci rende più tranquilli poiché ci conferma che non debbiamo provare, con idonea documentazione, il mancato utilizzo ma, al contrario, il Comune deve provare la produzione di rifiuti. Nello scrivere questo testo ho dovuto fare appello a tutta la mia professionalità poiché la pago anch’io. 

Dott. Giuseppe Grassia
Collegio dei professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 29 febbraio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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