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Quotidiano di Sicilia

La Regione si fa i conti in tasca per i debiti della formazione
di Michele Giuliano

Non ancora pagati gli arretrati contrattuali del ‘98-’03, inapplicato accordo con i sindacati. E intanto il settore continua a non funzionare e a produrre corsi inutili per il lavoro

Tags: Formazione, Lavoro, Regione Siciliana



PALERMO - A quasi 10 anni di distanza sembra che finalmente la Regione si sia convinta a pagare quanto spetta ai dipendenti degli enti di formazione professionale. Si tratta di adeguamenti contrattuali che addirittura risalgono al periodo 1998-2003 e che vengono contemplati dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Adeguamenti che puntualmente i governi siciliani che si sono succeduti hanno ignorato. C’è una nota protocollata dal dirigente generale del Dipartimento della Formazione della Regione, Ludovico Albert, la numero 13258/U.O.13-3 del 3 febbraio 2012, con cui si dichiara che l’amministrazione vuole trovare una adeguata soluzione all’annosa problematica del mancato pagamento degli arretrati contrattuali, in favore del personale del settore.

“Si chiede agli enti di formazione –si legge nella circolare - di trasmettere con la massima urgenza un dettagliato prospetto riepilogativo delle somme relative agli arretrati contrattuali 1998-2003, già percepite dall’amministrazione regionale ed erogate ai propri dipendenti e quelle ancora da percepire ed erogare”. Lo Snals Confsal si dice stupita dall’atteggiamento dell’assessorato alla Formazione professionale: “è da anni che continua a produrre note, comunicati ed annunci, - si legge in un comunicato del sindacato - anche se a questi seguono pochi atti in favore dei diritti del personale della formazione professionale. I lavoratori avanzano numerosi stipendi del 2010 e del 2011, l’integrazione del fondo di garanzia fino all’80 per cento dell’assegno per il personale in mobilità nel 2011 e nel 2012, il diritto al lavoro, gli arretrati contrattuali non solo del 1998-2003 ma anche quelli del 2007-2010”.

Effettivamente già nel 2009 c’è traccia di una direttiva del Dipartimento della Formazione della Regione, datata 12 giugno, nella quale si fa presente la necessità che si eroghino i fondi per l’adeguamento contrattuale che fu sancito attraverso l’intesa tra sindacati e governo siciliano il 19 maggio del 2004. Fu stabilito che per pagare questi adeguamenti sarebbero state utilizzate le economie di gestione realizzate dagli enti esercenti l’attività di Formazione. Seguirono anche le disposizioni dei Dirigenti Generali nel giugno del 2004 e nel luglio del 2005 sull’autorizzazione utilizzo economie di gestione. Ma come faceva rilevare nel 2009 l’allora dirigente generale del Dipartimento Formazione, Patrizia Monterosso, “vi erano ancora tante situazioni pendenti debitorie nei confronti dei lavoratori circa il pagamento degli arretrati contrattuali 1998/2003”.
 
Fu lanciato oltretutto un ben preciso allarme: infatti vi sono state numerose sentenze di condanna al pagamento in solido nei confronti dell’assessorato della Formazione Professionale per le partite di arretrati contrattuali 1998/2003 con l’aggravio di spese, interessi e rivalutazione.
Nonostante questo campanello d’allarme il governo siciliano ha continuato a dormire sonni tranquilli e soltanto adesso sembra essersi reso conto della violazione dell’accordo sindacale e del contratto collettivo nazionale di lavoro.
 

 
L’approfondimento. Stimati in quasi 17 milioni gli arretrati
 
I sindacati si sono messi conti alla mano. La Uil Scuola Sicilia ha stimato in quasi 17 milioni di euro la somma necessaria a pagare gli arretrati. “A fronte di un fabbisogno complessivo di 36.586.240,78 euro – scrive la Uil Scuola - l’amministrazione regionale, detratti gli importi erogati da alcuni enti ai propri dipendenti pari a complessivi 11.450.937,07 euro, utilizzando economie realizzate negli anni compresi tra il 1997 e il 2003, calcolò un fabbisogno residuo di 25.135.303,71 euro. All’epoca, però, l’amministrazione, con Decreto numero 2290/Serv.Gest/04/FP del 24 novembre 2004, riuscì a impegnare solamente la somma di 8.399.102,91 euro. Fatti i conti, le risorse che l’amministrazione regionale deve ancora impegnare a favore degli enti, come quindi certificato anche attraverso l’elenco allegato al citato provvedimento numero 2290, ammontano a euro 16.736.200,80. Pertanto, l’amministrazione regionale sicuramente non sbaglia, né sottostimerebbe il fabbisogno residuo se riuscirà a impegnare risorse pari a 16.736.200,80 euro”. Il problema adesso è capire: ma ci sono tutti questi soldi all’interno del bilancio regionale? Difficile in questi tempi averne la certezza.

Articolo pubblicato il 01 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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