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Terreni agricoli pubblici, risorsa per i giovani
di Stefano Di Mauro

Importanti opportunità dalla vendita o affitto di 338 mila ettari prevista dal maxiemendamento sostitutivo del dl liberalizzazioni. In Sicilia sono disponibili solo 6.232,95 ettari per un controvalore di 114,6 milioni di euro

Tags: Agricoltura, Terreno Agricolo



PALERMO - Dalla vendita o dall'affitto dei 338 mila ettari di terreni agricoli pubblici, possono nascere fino a 43 mila nuove imprese agricole condotte da giovani, ai quali è stato assicurato il diritto di prelazione nelle procedure di cessione, secondo quanto previsto nel maxiemendamento sostitutivo del dl liberalizzazioni sul quale è stata posta la fiducia al Senato. E' quanto afferma la Coldiretti, in riferimento ai dati sulla disoccupazione giovanile a gennaio diffusi dall'Istat.

Nel maxiemendamento sostitutivo al decreto liberalizzazioni - sottolinea la Coldiretti - si prevede anche la possibilità di affitto, oltre alla vendita, dei terreni agricoli demaniali, a favore dei giovani agricoltori. Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti come testimonia il fatto che la disponibilità di terra è il principale vincolo alla nascita di nuove imprese agricole e che - sottolinea la Coldiretti - il 50% delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani "chiede" la disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Swg.

In Italia - continua la Coldiretti - quasi un giovane su dieci sceglie di fare impresa in agricoltura dove si contano ben 65mila imprese agricole condotte da under 35 su un totale di 720mila al primo gennaio 2011, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere.

E in Sicilia la “fame di impresa” in agricoltura è alta, soprattutto alla luce dei dati non certo positivi degli ultimi anni. Secondo la Cia e il suo presidente Carmelo Gurrieri, il comparto agricolo è in ginocchio e in cinque anni ha perso 60mila posti di lavoro. Sempre nello stesso periodo, la produzione è scesa del 30% mentre i costi sono saliti del 40%.

Ma qual è la disponibilità dei terreni statali in Sicilia? A dire il vero è piuttosto insignificante: 6.232,95 ettari per un controvalore di 114.686.280 di euro. Per intenderci: la sola provincia di Bolzano ha quattro volte di più. E, per avere un altro paragone di misura, le superfici attualmente produttive in Sicilia secondo i primi dati del Censimento dell'agricoltura 2010 dell'Istat - le 219.095 aziende hanno un'estensione effettiva di 1.381.617 ettari.

Decisamente più consistente la quantità di terreni agricoli di proprietà della Regione nell'ottica dell'alienabilità. Secondo i dati aggiornati dall'assessorato regionale Risorse agricole ci sarebbero 651.106.439,55 metri quadri - ovvero oltre 65mila ettari – di terreni agricoli “regionali” per 38 tipologie diverse (dagli agrumeti ai vivai, passando per pascoli e terreni incolti ma produttivi), polverizzati in 11.642 particelle. Ma nella prospettiva di una cessione ai privati ci sono anche interessanti disponibilità di pascoli (oltre 20mila ettari) e di seminativi (quasi 5mila ettari).

Il plafond a livello nazionale sarebbe invece di ben 338.127,51 ettari di superficie agricola utilizzata (Sau) di proprietà pubblica che, sulla base del valore medio della terra calcolato dall'Inea in 18.400 euro per ettaro, significa la disponibilità di un patrimonio di 6,22 miliardi di euro a disposizione dello Stato.

Articolo pubblicato il 02 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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