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Quotidiano di Sicilia

Migliaia di informazioni sconosciute ai più
di Dario Raffaele

Il primo obiettivo del Piano paesisitico è quello della conoscenza. Gli 829 borghi sono divisi in diciassette macroaree



PALERMO - “Il primo obiettivo del Piano paesistico è quello della conoscenza. Ciò che non si conosce non si tutela e non si valorizza”.
Queste erano le parole di Michele Buffa, dirigente responsabile dell’ufficio Piano paesistico regionale, che ci disse in una precedente inchiesta a proposito del capillare lavoro fatto dal suo staff per censire tutto ciò che ricade sul territorio siciliano. Nel sistema antropico e in particolare nel sottosistema insediativo sono stati censiti non solo gli 829 centri storici della Sicilia, ma più in particolare ogni singolo elemento che li costituisce: abbeveratoi, bagli, cave, castelli, chiese, cortili, fari, mulini, palazzine, torri e quant’altro.

Ognuno di questi elementi è stato localizzato con il gps, ne sono state tracciate le coordinate, sono state fatte delle fotografie e ne è stato riconosciuto un valore culturale e intrinseco (propensione al degrado, precarietà strutturale, pressione cui è sottoposto, criticità cui è soggetto).
Queste le 17 macroaree in cui sono suddivisi i borghi:
1) Area dei rilievi del trapanese;
2) Area della pianura costiera occidentale;
3) Area delle colline del trapanese;
4) Area dei rilievi e delle pianure costiere del palermitano;
5) Area dei rilievi dei monti Sicani;
6) Area dei rilievi di Lercara, Cerda e Caltavuturo;
7) Area della catena settentrionale (Monti delle Madonie);
8) Area della catena settentrionale (Monti Nebrodi);
9) Area della catena settentrionale (Monti Peloritani);
10) Area delle colline della Sicilia centro-meridionale;
11) Area delle colline di Mazzarino e Piazza Armerina;
12) Area delle colline dell’ennese;
13) Area del cono vulcanico etneo;
14) Area della pianura alluvionale catanese;
15) Area delle pianure costiere di Licata e Gela;
16) Area delle colline di Caltagirone e Vittoria;
17) Area dei rilievi e del tavolato ibleo.

Articolo pubblicato il 23 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Sperlinga
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