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Quotidiano di Sicilia

Trapani - Uno su tre non paga le tasse
di Vincenza Grimaudo

Tutte le categorie professionali sono coinvolge. Ci sono state 54 attività chiuse per omessi scontrini. Evasione, l’allarme della Guardia di Finanza interessa tutta le provincia

Tags: Trapani, Evasione, Tasse



TRAPANI – In provincia di Trapani il vizietto di non pagare le tasse resta inchiodato sui suoi numeri allarmanti. In questi giorni il comando provinciale della Guardia di finanza ha fatto un resoconto delle attività del 2011 in provincia sul fronte del contrasto all’evasione ed è emerso che praticamente, rispetto al 2010, è rimasto tutto invariato: all’incirca il 33 per cento dei contribuenti non paga del tutto o in parte quanto dovuto al fisco. Una soglia altissima che poi è in sostanza la media siciliana.

Nel trapanese, dunque, un soggetto su tre è un evasore. Un dato inquietante che evidenzia la dimensione del fenomeno in provincia, dove l’evasione fiscale e contributiva è uniforme, anche se cambiano le dinamiche da una parte e dall’altra del territorio. Nel 2011, i militari della Guardia di finanza hanno individuato ricavi sottratti all’imposizione per oltre 92 milioni di euro. Ammontano, invece, a 32 milioni di euro i costi recuperati a tassazione. Settantuno gli evasori scoperti. Sessantotto erano completamente sconosciuti al Fisco. Ottantaquattro persone sono state denunciate alle Procure di Trapani e Marsala. E nell’ambito dei procedimenti penali per reati tributari, la magistratura ha emesso provvedimenti di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro, ossia pari alle imposte evase.

Se poi si dà uno sguardo anche all’evasore si può riuscire ben presto a fare un identikit anche se, a dire il vero, si evidenzia come un po’ tutte le categorie professionali sono coinvolte. Dal parrucchiere all’avvocato, dall’imprenditore piccolo o grande al meccanico, passando anche per l’artigiano. I controlli eseguiti in materia di ricevute e scontrini fiscali, hanno consentito alle fiamme gialle si accertare 1.702 irregolarità, a fronte dei 5.168 accertamenti svolti negli esercizi commerciali. Cinquantaquattro le attività che sono state chiuse perché non avrebbero emesso gli scontrini o le ricevute in più di una circostanza, nonostante i titolari fossero già stati pizzicati. Dati, questi, che seppur allarmanti sono certamente destinati a salire. Infatti quest’anno ci sarà un’ulteriore stretta dei finanzieri così come sta avvenendo in tutta la Sicilia e nel resto d’Italia. Si lavorerà molto sul fronte del recupero delle tasse: motivo per cui l’aumento dei controlli farà certamente lievitare anche il numero dei reati e degli evasori.
 


Il caso lo scorso settembre. Le cooperative “usa e getta” per aggirare le dichiarazioni fiscali
 
TRAPANI – Il caso più eclatante di evasione si è accertato nel settembre dello scorso anno quando la Guardia di finanza scoprì un sofisticato sistema di frode fiscale e contributiva. In particolare le cooperative, costituite per fornire manodopera ad altre imprese nel settore della logistica aziendale, venivano poste in liquidazione dopo appena 2/3 anni di attività, omettendo tutti i versamenti d’imposta e delle ritenute d’acconto operate ai dipendenti, nonché, in alcuni casi, anche la presentazione delle dichiarazioni fiscali, procedendo alla sistematica distruzione od occultamento delle scritture contabili obbligatorie, al fine di ostacolare la ricostruzione dei rapporti commerciali. Le verifiche hanno interessato la posizione di 4 cooperative che hanno operato nel periodo 2006-2010 e che, costituite inizialmente nel Nord Italia, hanno poi trasferito la sede in provincia di Trapani. Complessivamente l’azione ispettiva ha consentito di accertare l’omessa dichiarazione di ricavi per circa 9,5 milioni di euro.

Articolo pubblicato il 04 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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