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Quotidiano di Sicilia

Sicilia, terreno fertile per le imprese
di Michele Giuliano

Secondo il centro studi di Unioncamere la nostra Isola (e il Sud) ai primissimi posti per la nascita di nuove realtà imprenditoriali. Le opportunità di aprire nuove aziende sono colte sempre più dai giovani (26 per cento)

Tags: Unioncamere, Lavoro, Impresa



PALERMO - Sicilia regione che insieme a quelle del tanto bistrattato Sud si conferma regina nel panorama nazionale per nascita di nuove imprese. Lo dice il Centro studi Unioncamere che addirittura mette in evidenza come ben un terzo delle nuove imprese nel 2011 hanno visto la luce in Sicilia e nei “dintorni”. A fondarle, in 3 casi su 4, sono uomini e per 7 su 10 sono bastati appena 10 mila euro per avviarle. L’obiettivo è la soddisfazione personale e professionale (lo affermano in più del 57 per cento di coloro che  hanno deciso di fondare, da titolari o da soci di maggioranza, una nuova azienda). Perché, anche in tempi di crisi, fare impresa è un sogno nel cassetto che, nel 2011, molti hanno potuto concretizzare.

Unioncamere ha raccolto questi dati attraverso un’indagine su un campione di circa 9 mila imprese attive nate nel corso del 2011 e per le quali è possibile identificare il settore di appartenenza, rappresentativo di circa 176 mila “vere” nuove imprese iscritte nel corso dell’anno. “L’impresa è e resta una grande opportunità soprattutto per i giovani – commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello -. Non è la soluzione alla disoccupazione, ma è una concreta e solida chance per dare corpo alle giuste aspettative di soddisfazione professionale. In un momento di difficoltà qual è quello che stiamo vivendo, sostenere la diffusione delle imprese significa operare soprattutto per chi oggi si affaccia sul mercato del lavoro e non riesce a trovare risposte. Quindi, ben vengano tutti i programmi e progetti che possono offrire alle tante intelligenze e saperi che il nostro Paese sa esprimere delle occasioni reali”.

Anche nel 2011, sono Sud e Sicilia in particolare, dice Unioncamere, a dare vita alla quota prevalente di nuove iniziative imprenditoriali (30,9 per cento), seguite a breve distanza dal Nord Ovest (28,6 per cento). Incidenze minori spettano al Centro e al Nord Est (rispettivamente, 21 e 19,5 per cento). Come guardano al futuro? Nella maggior parte dei casi (88,7 per cento) le imprese neo-nate sono caute e non avvertono la necessità di assumere personale, impegnate come sono ad attendere i primi riscontri da parte del mercato.

Circa un’impresa su dieci prevede di aumentare gli occupati, ma la quota sale sensibilmente tra quelle con più di 10 addetti (raggiungendo il 19,6 per cento) che, nascendo più grandi, prevedono già di dover svolgere una gamma più ampia di mansioni, per svolgere le quali sarà necessario introdurre figure con specializzazioni diverse.

Le opportunità del “fare impresa” sono colte sempre più frequentemente dai giovani: infatti, supera il 26 per cento (2 punti in più rispetto al 2010) l’incidenza degli under 30 e un ulteriore 19,1 per cento di neo-imprenditori si colloca nella fascia di età tra i 31 e i 35 anni. Lo spirito di iniziativa e le capacità innovative proprie dei giovani hanno generato nel 2011 poco meno della metà delle nuove imprese, mentre il restante 54,5 per cento è da attribuire agli ultra 35enni, che si avvalgono principalmente dell’esperienza e del proprio background tecnico-professionale per trovare stimoli all’avventura imprenditoriale.
La Sicilia, già nel 2010, con 27.223 nuove iscrizioni e 22.297 cessazioni (con un saldo positivo di 4.926 nuove imprese) si era piazzata al 6° posto assoluto in Italia (dietro a Lombardia, Puglia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto).

Il primato era stato della Lombardia, spiegato dal miglior risultato assoluto delle iscrizioni, aumentate rispetto al 2009 di 3.111 unità. Molto positivo anche in questo caso il dato relativo alla Sicilia: nei primi undici mesi del 2010 erano nate infatti 2.965 imprese in più rispetto allo stesso periodo del 2009. A contribuire al dato positivo anche la diminuzione delle cessazioni nell’Isola: -1.108 rispetto al periodo gennaio-novembre 2009.
 


L’approfondimento. Si riducono sempre più gli spazi per le donne
 
Gli uomini confermano nel 2011 una più netta propensione a realizzarsi attraverso la creazione di un’impresa: sono quasi tre quarti i neo-capitani d’impresa maschi, in lieve crescita rispetto al 2010. Quindi, si sono ulteriormente ridotti gli spazi per le donne, che però si ampliano in specifici settori. I servizi alle persone è l’unico settore in cui il genere femminile detiene il primato delle nuove iniziative imprenditoriali (51,7 per cento), ma quote superiori alla media si riscontrano anche nei servizi turistici, nell’agricoltura e nelle attività commerciali. È il diploma il trampolino di lancio per i capitani d’impresa: poco meno della metà (48,9 per cento) di essi, infatti, proviene da una scuola secondaria superiore, una quota in crescita rispetto ai dati 2010. Anche l’incidenza di quanti si sono fermati alla scuola dell’obbligo è in aumento (supera un quarto dei casi) e, di conseguenza, sono in riduzione i neo-imprenditori con qualifica professionale e con laurea, cui corrispondono rispettivamente quote intorno al 12 per cento. Visto che l’investimento per dare avvio a una nuova attività non supera i 10mila euro nel 72,1 per cento dei casi (quota che si amplia, raggiungendo il 75,3 per cento, per i giovani), i nuovi imprenditori fanno affidamento prevalentemente su mezzi propri.

Articolo pubblicato il 06 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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