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Recuperare il territorio e subito dopo le strutture
di Maria Donata Fricano

Intervista con il neo assessore regionale al Turismo Nino Strano. Tra le carte vincenti su cui puntare, i percorsi enogastronomici



PALERMO - “Sicilia, Isola in un mare di luce fu un fortunato slogan della fine degli anni ’90 utilizzato per far promuovere l’immagine di questa terra ed è dal restyling di tale slogan che vorrei ripartire nella nuova promozione dell’Isola” è quanto ci spiega il neo assessore al Turismo, Nino Strano, a cui chiediamo di illustrarci il modus operandi che intende mettere in atto per il rilancio non soltanto delle canoniche mete turistiche isolane, ma soprattutto di quel vasto tesoro urbano e architettonico racchiuso in tanti piccoli – e purtroppo dimenticati e abbandonati – borghi della regione.

“Recuperare la memoria antropologica di queste realtà territoriali, attraverso la riscoperta e la rivalutazione di strutture, strade, facciate, è un modo per portare benessere già agli stessi abitanti – continua Strano – e non secondariamente anche ai turisti, ma perché tale recupero avvenga occorre recuperare prima il territorio e immediatamente a seguire le strutture; non si può apprezzare un palazzo Barocco, immerso in un territorio trascurato e scarsamente attrattivo”.

Al naturale interrogativo sul primo strumento legislativo da utilizzare, Strano non esita a richiamare alla mente la legge quadro già portata nel 2005 dall’On. Granata, con l’abolizione delle aziende periferiche di soggiorno e turismo e una particolare attenzione alla ottimizzazione dei Distretti, da intendersi non quale suddivisione territoriale, ma piuttosto come rivalutazione positiva delle singole peculiarità territoriali, ambientali e paesaggistiche.
Le carte vincenti sulle quali puntare? Percorsi enogastronomici e rivalutazione di cucina e prodotti tipici regionali, il tutto inserito in una cornice di nuova attenzione al territorio e alle strutture.

Articolo pubblicato il 23 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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