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Quotidiano di Sicilia

Doppio binario in 169 dei 1.378 km di rete
di Rosario Battiato

Le dichiarazioni del ministro per la Coesione territoriale durante la visita in Sicilia, fanno emergere una triste realtà. Ferrovia non rispndente alle necessità: la usano soltanto 44 mila siciliani su 5 milioni di residenti

Tags: Fabrizio Barca, Trasporti, Ferrovie, Tav



PALERMO – Il messaggio del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, nella sua visita appena conclusa in Sicilia, è stato chiaro: agiamo sulle necessità impellenti e niente grandi balzi in avanti sulle infrastrutture ad impatto più ampio. Il programma di Barca, se vogliamo, è semplice, ma potrebbe essere assai più funzionale e raggiungibile degli annunci in pompa magna cui sono stati abituati i siciliani negli anni passati.

Tanto per capire di cosa stiamo parlando il ministro è stato chiaro. “In questo territorio più che di alta velocità servono linee raddoppiate che diano modo alle persone di andare da una parte all’altra, serve capacità di scambiare merci. Siamo dunque lontani anche dal punto di vista delle problematiche da quelle della Tav”. Parlare di Tav in Sicilia, di questi tempi, sarebbe come discutere di voto alle donne in Arabia Saudita qualche decennio fa, cioè un salto esagerato rispetto alle conquiste progressive che si devono compiere. Niente balzi appunto. Ma non si tratta solo di merci, ma anche di persone. Anche perché ai siciliani piacerebbe poter percorrere i Catania-Palermo senza impiegare oltre cinque ore, o nove ore per andare da Trapani a Ragusa. Un sistema in sofferenza e in progressiva dismissione che non trova adeguata corrispondenza in rapporto alle esigenze del pendolarismo e del trasporto delle merci.

Risultato? La Sicilia soffre a livello di spostamento di uomini – i tassi di utilizzo dei mezzi pubblici, su strada ferrata e su gomma, sono ai minimi nazionali – e anche di merci visto che gli ultimi mesi hanno dimostrato largamente la dipendenza del mondo isolano dall’autotrasporto. Su tutto il ministro ha sottolineato la necessità di muovere da un dato elementare e necessario: il doppio binario.

Sembrerebbe la scoperta dell’acqua calda, ma perché nessuno prima di Barca, salvo associazioni del territorio, sindacati e la stampa regionale, si era premurato di precisare questa lapalissiana verità? Anziché puntare su alta velocità e altre promesse vane, perché non ricordare che la Sicilia ha la più bassa percentuale di doppio binario di tutta Italia? Misteri politici, che però sono stati ampiamente svelati da tempo.

La Cisl, di recente, ha ricordato che su 1.378 chilometri delle linee ferroviarie in Sicilia ce ne sono appena 169 a doppio binario e 1.200 a binario semplice. Un dato incredibile che poi fa il paio con gli 800 i chilometri delle linee elettrificate, e le 578 a diesel.
Non stupisce poi, dato lo stato del servizio, che i siciliani siano particolarmente restii a utilizzare i treni, esattamente in controtendenza rispetto quanto richiesto dall’Ue. Secondo l’ultimo rapporto Pendolaria di Legambiente il numero di viaggiatori al giorno in Sicilia è pari a 44 mila, un dato incredibilmente basso per una regione di 5 milioni di abitanti. In Campania, ad esempio, il dato è pari a 467 mila. Non stupisce pertanto neanche un numero risibile di abbonati pari a 16 mila. Su una cosa il nuovo governo ha pertanto sicuramente ragione: in Sicilia, senza escludere in futuro opere più importanti, al momento, però, per le infrastrutture bisogna cominciare dall’anno zero, o giù di lì.
 


Pier Carmelo Russo: “Enti statali accelerino spesa fondi Ue”
 
Palermo - “Ringrazio il ministro Barca per il riconoscimento rivolto all’attività dell’assessorato alle Infrastrutture: infatti, se è vero che i soggetti statali hanno lavorato ‘benino’ - pur avendo amplissimi margini di miglioramento - è altrettanto vero, di conseguenza, che l’assessorato alle Infrastrutture ha lavorato molto bene poiché è riuscito a mettere a loro disposizione le risorse necessarie, curando la relativa istruttoria e impegnando una quantità di somme pari al triplo della spesa che tali soggetti statali sono stati capaci di realizzare”.
Lo afferma l’assessore regionale siciliano alle Infrastrutture e alla Mobilità, Pier Carmelo Russo, dopo l’incontro che il titolare del dicastero della Coesione territoriale ha avuto a palazzo d’Orleans con il governo siciliano. “è quindi necessario - aggiunge Russo - che, nel quadro della rinnovata cooperazione con il governo nazionale, i livelli di spesa dei soggetti statali si rendano al più presto coerenti con le somme già rese disponibili dalla Regione siciliana”. “Una accelerazione possibile e dovuta - conclude l’assessore - anche in considerazione del fatto che i progetti di Rfi, Anas e degli altri soggetti attuatori statali erano già cantierati e, anzi, avrebbero dovuto fare da volano al programma nella cosiddetta prima fase”.

Articolo pubblicato il 07 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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