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Agevolazioni per acquisizione di terreni agricoli, servono tagli al bilancio per rifinanziare l’art. 60
di Dario Raffaele

Novità dopo la bocciatura da parte del Commissario dello Stato per la proroga agli aiuti fino al 31 dicembre 2012. Bisogna recuperare un milione di euro per anno ma dall’assessorato Risorse agricole c’è ottimismo

Tags: Agricoltura, Terreno Agricolo



CATANIA - Tempi duri per chi vuole investire nell’acquisizione di terreni agricoli dopo la doppia bocciatura da parte del commissario dello Stato, prima dell’art. 20 del disegno di legge n. 732-672-699-700-713 dal titolo “Interventi per lo sviluppo dell’agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato, cooperazione e commercio. Variazioni di bilancio”, poi dell’art. 14 del ddl n. 829 approvato nel dicembre scorso.

Dall’assessorato però arrivano segnali che lasciano ben sperare. Ma facciamo un passo indietro. Con l’art. 20 in questione (e successivamente con l’art. 14 del ddl 829) s’intendevano prorogare al 31 dicembre 2013 le agevolazioni fiscali per la ricomposizione fondiaria previste dall’art. 60 della L.r. n. 2 del 26 marzo 2002 (in particolare con l’art. 60 si esentavano dalle imposte di bollo e catastale gli acquirenti di terreni agricoli, inoltre si riduceva l’imposta di registro e ipotecaria).
A bloccare la proroga è stato ancora una volta il “profondo rosso” fatto registrare dalle casse della Regione siciliana che, fino ad oggi, non hanno consentito di reperire le risorse necessarie per finanziare l’articolo 60 per un ulteriore biennio.

A rassicurare gli aspiranti imprenditori agricoli, è intervenuto il dirigente dell’assessorato regionale delle Risorse Agricole, Marco Pace, che sta seguendo da vicino la vicenda. “In questo momento -  ci dice - in fase di elaborazione del Bilancio si sta facendo una ricognizione capitolo per capitolo (di cui si sta occupando direttamente l’assessorato al Bilancio) per capire dove è possibile fare riduzioni recuperando così la cifra necessaria al rifinanziamento della norma. Per prorogare l’art. 60 è necessario 1 milione di euro per anno. I tempi sono quelli dell’approvazione del bilancio (marzo o al massimo aprile). Sembrerebbe – conclude il dirigente Pace - che le condizioni ci siano per recuperare questi soldi. Si attende comunque l’approvazione del Bilancio”.

Se così non fosse ci sono comunque gli strumenti della Legge 604 del 1954 (legge nazionale). In questo caso però occorrerebbe ridefinire i parametri per essere considerati Iap - imprenditori agricoli professionali - qualifica  che viene rilasciata dai Comuni. Infatti, mentre con l’art. 60 non era necessaria nessuna parametrazione, in quanto le agevolazioni erano disponibili per tutti, con la Legge 604 bisognerebbe prima definire chi può accedere ai benefici.

Ricordiamo che la figura dell’Iap è stata introdotta con il Decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 99, entrato in vigore il 7 maggio 2004. All’articolo 1, comma 1 viene definito imprenditore agricolo professionale (IAP) “colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, dedichi alle attività agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il cinquanta per cento del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attività medesime almeno il cinquanta per cento del proprio reddito globale da lavoro”.

Dunque due sono i requisiti essenziali: a) che venga dedicata all’attività agricola almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo; b) che si ricavi dalle attività svolte almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro. Per l’imprenditore operante nelle zone svantaggiate previste dall’art. 17 del Regolamento UE n. 1257/1999 i requisiti elencati sono ridotti del 25%.

Articolo pubblicato il 03 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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