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“Il Muos tronca l’aeroporto di Comiso”
di Rosario Battiato

Esperti rivelano: il sistema di telecomunicazioni satellitari che la Marina Usa realizza a Niscemi interdisce l’uso del “Magliocco”. La notizia sui risultati scientifici, pubblicata dal giornalista Antonio Mazzeo, non è stata smentita

Tags: Antonio Mazzeo, Muos, Comiso, Aeroporto, Arpa



COMISO (RG) – Un mese fa l’annuncio shock: le microonde del Muos, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari dei militari degli Stati Uniti in via d’installazione a Niscemi, potrebbero interdire l’uso del nascente aeroporto di Comiso e di buona parte dello spazio aereo siciliano. La notizia pubblicata dal giornalista Antonio Mazzeo non ha ancora trovato una smentita sufficientemente suffragata da dati tecnici, ma soltanto la solita nota accozzaglia di smentite per partito preso. Sembra di essere di fronte all’ennesimo sgarbo old american style che, indifferente alle esigenze del territorio, prosegue le sue operazioni. E per lo sviluppo dell’Isola sarebbero dolori seri. 

L’origine di tutto è stata lo studio dei rischi associati alla realizzazione del Muos a firma dei professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu del Politecnico di Torino, che hanno certificato, con dati tecnici alla mano, che le mega-antenne e l’aeroporto di Comiso non possono affatto convivere. Del resto che le onde elettromagnetiche creassero dei problemi a livello delle apparecchiature lo si sapeva da tempo. E lo sapeva soprattutto la Marina militare americana che nel 2007-2008, dopo aver commissionato degli studi a due aziende contractor Usa come l’AGI – Analytical Graphics Inc. (con sede a Exton, Pennsylvania) e la Maxim Systems (San Diego, California), si vedeva rispondere che il Muos a Sigonella, luogo prima identificato per l’installazione del radar, non si poteva proprio fare. Da qui lo spostamento a Niscemi con buona pace dei futuri progetti di sviluppo della Sicilia.
 
Le motivazioni della impossibile convivenza sono, appunto, riportate nello studio dove si specifica che “le considerazioni sulla compatibilità elettromagnetica (CEM), contenute anche negli studi di impatto prodotti dall’US Navy, indicano come livello di riferimento per il rischio di interferenza elettromagnetica a RF quello di un campo con una componente elettrica di ~ 1V/m”. Proprio tale valore determina interferenze e malfunzionamenti  per alcuni apparecchi commerciali.

“Risultano poi particolarmente vulnerabili a questo tipo di disturbi – si continua a leggere nello studio citato da Mazzeo - alcune categorie di dispositivi elettronici, come gli apparecchi elettromedicali (pacemaker, defibrillatori, apparecchi acustici) e la strumentazione avionica, tanto da richiedere particolari cautele nel loro utilizzo”.

Insomma, secondo Zucchetti e Coraddu, “i rischi d’interferenza investono potenzialmente tutto il traffico aereo della zona circostante il sito d’installazione del Muos”. Insomma non solo Comiso, per cui sono stati già spesi milioni di euro e per il quale si prospetta l’apertura ufficiale entro qualche mese, ma anche per l’aeroporto militare di Sigonella e soprattutto per quello civile di Fontanarossa (Catania), che si trovano rispettivamente a 52 Km e a 67 Km. Sarebbe davvero l’ennesimo colpo allo scalo catanese, attualmente tra i primi d’Italia per traffico passeggeri, dopo le problematiche relative all’atterraggio e decollo dei velivoli da guerra senza pilota Global Hawk dell’aeroporto militare di Sigonella.
 

 
L’intervista. “La Regione ha avviato uno studio dell’Arpa”
 
COMISO - Antonio Mazzeo è un giornalista che si occupa da diversi anni dell’antenna che la Marina militare Usa vuole a Niscemi.
Qual è la situazione ad un mese dal tuo articolo sullo studio del Politecnico di Torino che affronta il rischio antenna Muos in rapporto all’esistenza del futuro aeroporto di Comiso?
“Allo stato dei fatti la certezza, stante gli studi presentati, è che antenna Muos e aeroporto di Comiso non possono convivere”.
Ci sono state iniziative politiche dopo la pubblicazione del tuo articolo?
“Durante una riunione del comitato per l’aeroporto di Comiso, alcuni dei politici presenti hanno illustrato le problematiche presentate nel pezzo, ma nessuno ha avuto niente da dire. Dopo, Franco Antoci (presidente della Provincia di Ragusa) ha bollato tutto come sciocchezze, senza offrire controprove scientifiche. Mi risulta che al Consiglio provinciale sono state presentate due interrogazioni. Persino la Regione, lo scorso 27 dicembre ha avviato lo studio all’Arpa per verificare quanto la presenza dell’antenna possa compromettere il futuro dell’aeroporto”.
Ci sono state rassicurazioni da parte degli interessati?
“No. Gli unici ad avere una voce in capitolo sono gli americani, visto che l’antenna non riguarda l’Italia. Tuttavia...”
Tuttavia?
“Studi americani sconsigliarono l’installazione del Muos a Sigonella. La prova provata è che adesso hanno spostato tutto a Niscemi con buona pace dell’aeroporto di Comiso”.

Articolo pubblicato il 09 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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