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Pioggia, è allarme flash flood. Alluvioni improvvise, c’è la difesa
di Antonio Gallitto

Occorre adattarsi alle ondate di maltempo come quella che si è abbattuta mercoledì sulla Sicilia orientale. L’esperto: radar meteo per capire l’evoluzione dei cumulonembi, le nubi più imponenti

Tags: Alluvione, Nubifragio, Franco Ortolani, Grandine



Siracusa - Il nubifragio che mercoledì sera si è abbattuto sulla Sicilia orientale, che ha causato la morte di una persona lungo l’autostrada Catania-Siracusa e ingenti danni a strutture pubbliche e private (ne scriviamo nelle cronache provinciali, ndr), è l’ultimo di una serie che comincia ad allungarsi. Anche in Sicilia, gli effetti del cambiamento climatico sono evidenti. Quando piove, spesso in poche ore cade la stessa quantità di acqua che prima era “spalmata” in un mese o più.
Ovvio che la ricerca si concentra su questi fenomeni, per spiegarli e prevenirli nel senso più ampio possibile.

Una delle ultime ricerche in campo  riguarda radar meteo e pluviometri per prevenire i dissesti idrogeologici. Direttamente da Atrani (Salerno), il prof. Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli, illustra i risultati delle sue ricerche: “Sintetizzando i risultati acquisiti con le ricerche svolte nelle aree devastate dai disastri idrogeologici negli ultimi anni da Messina a Genova e mirate ad individuare e valutare gli effetti al suolo degli eventi piovosi, rilasciati durante il transito di cumulonembi (nube a sviluppo verticale che si sviluppa in condizioni di instabilità atmosferica; è la più spettacolare e imponente tra le nubi), che spesso provocano alluvioni improvvise chiamate flash flood, si è visto che attualmente il territorio non ha alcun tipo di difesa relativamente agli eventi piovosi tipo nubifragio. Questi eventi - ha continuato il docente universitario -, in poche ore rilasciano quantità di pioggia eccezionali che variano da circa 100 millimetri in un’ora come ad Atrani, a circa 400 mm in 4-5 ore come accaduto a Genova e nelle Cinque Terre-Lunigiana nell’autunno scorso”.

Fin qui gli eventi. Adesso vediamo quali sono i rimedi per prevenire i danni provocati da queste precipitazioni. “Lo studio -  ha detto Ortolani - ha consentito di mettere a punto un sistema di difesa chiamato Allarme Idrogeologico Immediato che rappresenta l’ultima fase di un sistema di monitoraggio multidisciplinare e multi istituzionale degli eventi tipo cumulonembi. Si prevede l’integrazione di un monitoraggio tramite radar meteo, in grado di individuare con 1-3 ore di anticipo l’area vasta nella quale possono innescarsi ed evolvere cumulonembi e una rete di pluviometri adeguatamente distribuiti e tarati per la lettura molto frequente della pioggia precipitata”.

La metodologia è chiara: nei bacini dove transitano cumulonembi, l’installazione di pluviometri  può consentire di individuare e delimitare, dopo pochi minuti, l’area nella quale è iniziata una precipitazione piovosa tipo nubifragio che può causare innesco e sviluppo di potenti flussi di acqua fangosa e detriti.

“Dopo pochi minuti che l’evento piovoso eccezionale è iniziato - ha concluso il professore - pertanto, si può lanciare l’allarme idrogeologico immediato e dal momento che si conosce in anticipo quale sarà il percorso dei flussi incanalati nell’alveo, un adeguato piano di protezione civile può consentire di mettere in salvo i cittadini”.

Articolo pubblicato il 09 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Ingenti i danni provocati a Catania nelle ultime ore da pioggia e grandine
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