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È bufera sul ministro Riccardi, 46 Pdl vogliono sfiducia
di Redazione

Il ministro due giorni fa puntava il dito contro “lo schifo della politica”

Tags: Andrea Riccardi



ROMA - Non si arresta la bufera sul ministro per l’Integrazione e la cooperazione Andrea Riccardi per le parole raccolte durante un incontro con la Severino in cui il ministro puntava il dito contro “lo schifo della politica”. Quarantasei senatori Pdl (su 127 che formano il gruppo a palazzo Madama) hanno firmato una lettera che propone una vera e propria mozione di sfiducia nei confronti del ministro.

Tra chi chiede la testa del ministro ci sono anche Lucio Malan, Luigi Ramponi, Cinzia Bonfrisco, Domenico Gramazio ma in primis l’ex ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma (primo firmatario). A nulla sono valse le precisazioni e le scuse diffuse dal ministro l’altro ieri in serata, al termine di una giornata particolarmente tesa nel Pdl dopo la rinuncia di Silvio Berlusconi a partecipare a ‘Porta a porta’ e, soprattutto, il forfait dato dal segretario Angelino Alfano che ha indotto Mario Monti ad annullare il vertice con lui, Bersani e Casini.

E neanche l’invito di Mario Monti affiché “non si allarghi lo spread tra partiti della maggioranza” riesce a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Per il premier a Belgrado per un bilaterale Italia-Serbia ‘’l’auspicio è che restringendosi lo spread’’ tra i titoli italiani e il bund tedesco, ‘’non si allarghi lo spread tra i partiti politici che sostengono il governo italiano’’ perché questo ‘’porrebbe molto prematuramente intralcio alle nostre politiche di risanamento e di rilancio’’.

Poco dopo le sue parole però arriva la lettera dei senatori Pdl che hanno messo nero su bianco la loro protesta dopo “tre mesi” di “lealtà” all’esecutivo in carica: “All’indomani di esternazioni del ministro Riccardi a dir poco scomposte e sguaiate -scrivono- ci sembra che il ricorso alla mozione individuale di sfiducia nei suoi confronti sia diventato gesto necessario e urgente”. “Può darsi che lo strumento regolamentare sia discutibile, può darsi che le scuse del ministro Riccardi siano apprezzabili -proseguono- ma per evitare che un governo del quale faccia parte il Professore in oggetto abbia la nostra fiducia ci è parso imprescindibile puntare su un’iniziativa ad hoc del nostro gruppo”. A quanto si è appreso, Gasparri avrebbe preso atto della richiesta, adoperandosi nel contempo ad un tentativo di stemperare le tensioni.

Sulla iniziativa lo stesso Nitto Palma ha spiegato: “Le scuse di Riccardi saranno valutate dal presidente del gruppo, oltreché dal segretario Alfano e da Berlusconi, ma a me premeva sottolineare che noi sosteniamo il governo di Mario Monti, che ha espresso massimo rispetto per il Parlamento, e lo facciamo anche quando governa tramite decreti legge”. Ma “il Parlamento ‘è’ la politica e quindi -prosegue- di fronte al nostro sostegno leale, che venga il Riccardi di turno a dire che la politica gli fa schifo e’ inaccettabile. Gli fa schifo la politica ma non la fiducia che gli diamo? I ministri devono capire certi meccanismi: loro esistono in quanto c’è la politica”.

Quindi, “Riccardi si risparmi un moralismo per il quale, tra l’altro, non vediamo quale titolo abbia. Anche perché -conclude l’ex ministro della Giustizia- mi pare che quando provoca tensioni nel governo provando ad allargarsi su competenze che sono, via via, dell’ Interno, del Lavoro, degli Esteri, beh, altro che ministro tecnico: mi pare che faccia politica, una politica per la quale, però, nessuno lo ha eletto...”.

Articolo pubblicato il 09 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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