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Raffinerie in difficoltà, Sos alla Regione
di Antonio Casa

Riunione dei responsabili degli impianti siciliani con gli assessori all’Energia, Marino, e alle Attività produttive, Venturi. Passa un messaggio negativo: “snellire le procedure burocratiche”. Necessario in un settore così delicato?

Tags: Raffineria, Marco Venturi, Regione Siciliana



PALERMO – Il petrolio è in crisi a livello mondiale. In Sicilia se ne sentono gli influssi, con i disagi occupazionali che si cominciano a registrare già da qualche tempo nelle aree petrolchimiche. Logica vorrebbe, quindi, che fosse il momento di voltare pagine puntando su forme alternative di sviluppo energetico e abbandonando finalmente un modello, quello dell’industria petrolchimica, che ha inquinato diverse aree dell’Isola.

La Regione, invece, seguendo l’andazzo nazionale – nei giorni scorsi il ministro Passera ha sottolineato l’importanza del petrolio made in Italy lasciando presagire in futuro una normativa più generosa per i trivellatori -  si è impegnata nei giorni scorsi a dare avvio ad un programma per snellire procedure e tempi burocratici per la raffinazione degli idrocarburi. Deve esserci un’aria strana in Giunta, perché le posizioni espresse da Sebastiano Di Betta, l’assessore regionale al Territorio e ambiente, e anche l’atteggiamento di Raffaele Lombardo nei confronti dei petrolieri, avevo lasciato immaginare un futuro più verde e meno legato al sistema petrolio per tutti noi.

Le parole degli assessori all’Energia e alle Attività Produttive, Giosuè Marino e Marco Venturi, al termine di un incontro in tema di raffinazione convocato dai medesimi assessori, non lasciano spazio all’immaginazione sui futuri programmi della Regione. “L’impegno è quello di convocare un tavolo operativo al quale si proporrà di partecipare agli altri rami dell’amministrazione regionale competenti per l’adozione dei provvedimenti autorizzativi. Il tavolo avrà il compito di avviare una ricognizione nel settore della raffinazione degli idrocarburi per individuare eventuali criticità regolamentari, proponendo soluzioni per snellire le procedure ed i tempi burocratici”.

Alla riunione i rappresentanti del mondo produttivo hanno evidenziato i disagi e le preoccupazioni, anche di natura occupazionale, legate alla contrazione della richiesta di prodotti lavorati ed in generale per la crisi che colpisce il settore. Dalla riunione sembra passare un messaggio negativo, del tipo “se il petrolio è in crisi la soluzione potrebbe sembrare semplice: scaviamo più a fondo e senza tanti preamboli”.

“Tempi certi e snellimento dei procedimenti burocratici – ha spiegato l’assessore Venturi - sono le principali richieste su cui l’amministrazione intende concentrarsi per andare incontro alle richieste provenienti dal tessuto produttivo in generale, e dal settore della raffinazione in questo caso”. Gli fa eco il collega Marino. “L’iniziativa si inquadra in una azione complessiva di incremento dell’efficienza strategicamente portata avanti sul territorio e che ha consentito di registrare risultati positivi nell’ambito dell’iter autorizzativo, con un incremento significativo del numero delle conferenze di servizio”. Evidentemente mezzo secolo di industria chimiche, il rischio trivelle, le aree ancora da bonificare e i Sin regionali (Siti di interesse nazionale con priorità di bonifiche), non bastano a convincere i nostri referenti regionali che la strada del petrolio non può e soprattutto non deve essere il futuro dello sviluppo della Sicilia. Anche l’Europa ce lo chiede.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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