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Quotidiano di Sicilia

Gli agricoltori contano i danni
di Stiben Mesa Paniagua

Il maltempo dei giorni scorsi ha causato milioni di perdite ingenti nel settore primario siciliano. Le piante hanno subito ferite tali da compromettere anche la prossima stagione

Tags: Agricoltura, Gerardo Diana, Alessandro Chiarelli, Confagricoltura, Coldiretti



CATANIA – Tra forconi, blocco degli autotrasportatori, gelate notturne, accordi sfavorevoli dell’Unione europea e invasione abusiva di prodotti agroalimentari esteri, non c’è stato ancora una momento di pace per il settore agricolo siciliano. Il bollettino di questo primo trimestre dell’anno sarà tra i peggiori di sempre. Lo confermano le preoccupazioni delle principali associazioni del settore.

“Uno sfacelo: dall’uragano, alla grandine, alla cenere dell’Etna ai primi di febbraio, le abbiamo avute tutte quest’anno”. Queste le prime parole di Gerardo Diana, presidente regionale di Confagricoltura Sicilia. L’intera area centro orientale dell’Isola è stata, infatti, flagellata dalla grandine prima e dall’uragano poi. Tra le zone più colpite c’è il siracusano e il ragusano. “È presto per fare una stima esatta dei danni – continua Diana – ma potrebbero essere milioni di euro. Dopo giorni nelle aziende ancora si stanno ripulendo i danni. Per esempio un nostro socio a Ragusa ha avuto ottantamila metri di serre devastate e buttate a terra, così come anche molti vivai sono stati colpiti duramente dalla grandine”.

Anche i rappresentanti di Coldiretti, presidente e il direttore, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione, confermano i numerosi danni. “Nella zona di Lentini e Francofonte (Sr) ma in generale anche nel catanese, trenta minuti di grandinata hanno provocato la totale distruzione del raccolto di arance e di ortaggi. Danni agli alberi di albicocche e pesche e strutture cadute”.

“Si tratta di un’altra, gravissima ondata di maltempo che si aggiunge a quelle dei mesi scorsi”, affermano il presidente e il direttore dell’organizzazione agricola, che aggiungono: “Laddove le strade interne sono lasciate all’incuria la pioggia rende impraticabile la loro percorrenza. È un evento eccezionale che sta mettendo in ginocchio le aziende agricole”.
La Coldiretti comunica di aver avviato le procedure per verificare lo stato di calamità, stimando danni per oltre 300 milioni di euro. “Gli effetti del cambiamento climatico – prosegue la Coldiretti – si fanno sentire nelle campagne con un aumento degli eventi estremi e uno sfasamento delle stagioni che è oramai entrato nella norma che rappresenta una dura sfida per l’agricoltura italiana”.

Ingenti danni, dunque. Perdite che non sono e non saranno limitate nel tempo e che hanno colpito indiscriminatamente tutti i settori ortofrutticoli. Lo conferma il presidente di Confagricoltura, Diana: “Queste giornate di maltempo hanno colpito trasversalmente tutte le colture, ma oltre al frutto che andrà perso quest’anno, siamo terrorizzati per quello che perderemo l’anno prossimo perché le piante hanno subito ferite tali, per colpa della grandine, da compromettere anche la prossima stagione. In questo senso anche la forza del vento, rompendo rami e facendo cadere frutti, ha peggiorato la situazione”.
 


Gli ispettori agricoli di Catania, Ragusa e Siracusa sono a lavoro
 
PALERMO - Già da lunedì mattina i funzionari degli ispettorati agricoli di Catania, Ragusa e Siracusa, e delle altre aree eventualmente colpite dagli eventi calamitosi dei giorni scorsi, hanno avviato i controlli per delimitare le aree agricole danneggiate dall’ondata di maltempo dei giorni scorsi. “Ciò allo scopo – ha dichiarato Rosaria Barresi, dirigente generale del dipartimento regionale Interventi strutturali in agricoltura – di avviare in tempi rapidissimi l’iter per consegnare al presidente della Regione un quadro il più possibile completo della situazione determinatasi”. “Non appena gli uffici termineranno queste verifiche – ha detto il presidente Raffaele Lombardo – convocherò immediatamente una riunione della giunta di governo per procedere alla dichiarazione dello stato di calamità naturale”. Stato di calamità chiesto da Coldiretti, ma anche da Confagricoltura. Ad esempio quest’ultima, a Siracusa, chiede esplicitamente “una moratoria generale di tutte le scadenze, bancarie, contributive e fiscali di ogni genere per almeno un anno e provvedere agli accertamenti tecnici per i danni alle strutture produttive e di servizio delle aziende agricole e, in via eccezionale, valutare i danni alle produzioni ortofrutticole”.

Articolo pubblicato il 14 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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