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Esportazioni ed importazioni movimentano lÂ’economia isolana
di Stiben Mesa Paniagua

è quanto emerge dai dati del quinto numero di CongiunturaRes, dell’Osservatorio della FondazioneRes. L’export nel 2011 è salito di 32,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente

Tags: Economia, Import, Export



PALERMO – Nell’attuale momento di crisi globale, in Sicilia, considerando un panorama caratterizzato da un generale rallentamento della produzione e delle vendite, e considerando anche i dati “neri” riguardanti il Prodotto interno lordo (che potrebbe scivolare di 2,2 punti percentuali in questo 2012 rispetto al 2011), appaiono in chiara controtendenza i dati relativi al commercio estero. Le previsioni registrano sulle importazioni nel 2011 una crescita del 32,7 per cento ed una potenziale crescita di 5,1 punti percentuali per il 2012.

È quanto emerge dall’Osservatorio Congiunturale della Fondazione Res nel quinto numero di CongiunturaRes. L’istituto di ricerca, promosso e sostenuto da UnicreditGroup e dalla Fondazione Banco di Sicilia, ha recentemente presentato, presso la facoltà di Economia dell’Università di Palermo, un focus dedicato alla situazione dell’occupazione ed economica in Sicilia.

Nonostante il contesto particolarmente critico (nel quale oltre al calo del Prodotto interno lordo c’è anche il calo netto degli investimenti fissi lordi in macchinari e attrezzature) importazioni ed esportazioni crescono ed evidenziano in fondo la vivacità delle componenti più dinamiche dell’economia siciliana in termini di import e export. Secondo la fondazione: “Le imprese esportatrici più esposte alle fluttuazioni della domanda internazionale, riescono a mantenere positivi i livelli di produttività e competitività attraverso processi di avanzamento funzionale, con combinazioni diverse di assunzione di manodopera qualificata, internazionalizzazione di funzioni, outsourcing e, in alcuni casi, di offshoring”.

Osservando la tabella che indica l’interscambio diretto della Sicilia con l’estero per settore di attività economica, si può notare come al netto dei flussi di prodotti energetici le esportazioni regionali risultano complessivamente in crescita, soprattutto nella componente industriale (+24,3 per cento).

A fronte di un consolidamento nella posizione delle esportazioni di prodotti agricoli e alimentari (rispettivamente +0,9 per cento e + 9,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010), nella trasformazione industriale è evidente soprattutto la positiva performance di macchinari e attrezzature, con incrementi compresi fra il 18,1 e il 28 per cento, di elettronica, elettromeccanica e meccanica. Anche le sostanze ed i prodotti chimici si mantengono in crescita (12,4 per cento).

Perde, in termini di esportazioni, soprattutto il settore dei mezzi di trasporto (-55,9 per cento); risentono dell’uscita dal settore automobilistico e della crisi della cantieristica del settore, vedi il caso di Termini Immerse. In perdita anche il settore farmaceutico (-9,5 per cento), ma anche i prodotti in legno (-7,9 per cento).

Le previsioni della FondazioneRes per il 2012 “scontano – secondo quanto dichiarato nel focus – una sostanziale conferma delle positive tendenze in atto, con una stabilizzazione dell’import sui livelli correnti ed esportazioni che potrebbero crescere a un tasso medio compreso fra il 5 e il 7 per cento anche nel biennio successivo, con una dinamica superiore a quella nazionale.

Articolo pubblicato il 15 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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