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Quotidiano di Sicilia

Valle dei Templi, il Parco che riesce ad autofinanziarsi
di Elisa Bonacini

Grazie all’autonomia gestionale-amministrativa e al grande numero di visite il Parco è in grado di autofinanziarsi. La strategia culturale 2.0 punta molto sulla comunicazione attraverso il web e l’Ipad

Tags: Valle Dei Templi, Turismo



AGRIGENTO - Il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, istituito con L.R. 20/2000, è una delle punte di diamante della attrattività turistica e culturale regionale, secondo solo al Teatro Antico di Taormina. Grazie all’autonomia gestionale-amministrativa e al grande numero di visite, il Parco è in grado di autofinanziarsi e per questo motivo non riceve, da molti anni, alcun finanziamento regionale per spese di gestione e funzionamento.
 
Come ci viene confermato dall’Amministrazione del Parco (oggi nelle persone del Direttore arch. Giuseppe Parello, del Commissario straordinario arch. Roberto Sciarratta - che, fino alla nuova nomina, sostituisce il Consiglio di Amministrazione -, e del responsabile dell’URP dott. Antonio Infantino), è dagli incassi che arriva il 94% delle entrate correnti dell’Ente.

Negli ultimi tre anni, il Parco ha goduto di uno stanziamento di € 1.000.000,00 (previsto dalla Legge finanziaria del 2008 e concesso dal MiBAC), con cui sono stati effettuati lavori di manutenzione programmata dei monumenti e delle aree archeologiche che in esso ricadono (un’area estesa per 1300 ettari che include la Valle dei Templi, dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1997). Proprio il mantenimento del Parco costituisce il capitolo di spesa maggiore sul bilancio dell’Ente e riguarda le voci relative alla pulizia, alla manutenzione e alla vigilanza notturna (necessaria in un’area archeologica così vasta).

Infatti, le spese riguardanti il personale (107 dipendenti di cui 49 con mansioni di custode) sono in carico direttamente alla Regione Siciliana. I costi sono sostenuti dal Parco, invece, solo per spese straordinarie, ad es. per l’apertura serale estiva nei mesi da luglio a settembre e/o nei giorni festivi. Proprio l’apertura serale estiva costituisce un’attrattiva notevole: nei tre mesi estivi del 2011 oltre 22.000 visitatori hanno vissuto la magnifica atmosfera notturna della Valle dei Templi.

Da qualche tempo l’amministrazione del Parco, grazie alla maggiore autonomia rispetto all’Assessorato Regionale in materia di gestione della comunicazione culturale, ha iniziato ad investire sulla valorizzazione e fruizione culturale attraverso le nuove tecnologie. La strategia culturale 2.0 del Parco è sia di tipo remoto (con il proprio portale http://www.parcodeitempli.net e, di recente, con l’apertura di un profilo Facebook istituzionale) sia in modalità mobile (con il sistema informativo innovativo di WiFiGuide, guide wi-fi multimediali e multilingue per iPod, iPhone e Android, accessibili dal proprio Smartphone o tablet, supportate da numerose piattaforme e disponibili al costo di € 3 da giugno del 2011). La comunicazione remota è gestita interamente dal personale interno e i costi sono dunque limitati al solo pagamento del canone annuo.

Proprio dal portale ricaviamo i dati sulla fruizione del Parco (pubblicati a partire dal 2003): nel 2011 il Parco ha superato i 600.000 visitatori (583.157 visitatori che divengono 605.291 con il conteggio degli ingressi serali di cui un totale di 338.274 paganti), con ricavi che superano i 3 milioni di euro.
 

 
L’approfondimento. Un portale che strizza l’occhio all’accessibilità
 
A differenza di molti website culturali regionali, il portale del Parco della Valle dei Templi si rivela subito attento all’accessibilità dell’utenza remota. Strutturato per la leggibilità di ipovedenti, è accessibile in inglese e francese, ma offre anche la possibilità di scaricare dei depliants in pdf in russo, giapponese, tedesco, spagnolo e cinese. Si tratta di una vetrina ricca di contenuti (testi, immagini, planimetrie, profili ricostruttivi, pubblicazioni scaricabili in pdf, virtual tour) sul profilo storico della città di Akragas e sull’immenso patrimonio archeologico della Valle. L’attenzione all’utilizzo della piattaforma web come strumento di valorizzazione culturale è evidente per ogni monumento (dai templi alle necropoli, dall’itinerario greco-romano tradizionale a quello paleocristiano). Ma il Parco è anche paesaggio e valorizzazione delle produzioni agricole tradizionali che qui si coltivano (mandorlo, olivo, carrubo, pistacchio, mirto, agrumi, vite): il portale promuove quindi il marchio di qualità del Parco Diodorus per la produzione di olio e vino, coltivati biologicamente e venduti al suo interno. Sono promosse anche visite esclusive personalizzate e notturne, per singoli e gruppi, con la possibilità di servizi di catering o di esibizioni musicali a richiesta.

Articolo pubblicato il 15 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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